Carcinoma polmonare: nuovi dati supportano l’utilizzo clinico di afatinib

I risultati dello studio di fase IIb LUX-Lung 7 sono stati presentati in occasione del 14esimo Congresso Annuale del British Thoracic Oncology Group (Btog) a Dublino

Nuovi dati sulla target therapy afatinib di Boehringer Ingelheim supportano l’utilizzo del farmaco nel trattamento dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) avanzato o metastatico, con mutazioni comuni di Egfr (Del19 o L858R), in prima linea di trattamento. Nello studio di fase IIb LUX-Lung 7, di confronto con gefitinib, afatinib ha raggiunto i due endpoint co-primari: sopravvivenza libera da progressione di malattia (Pfs) e tempo intercorso sino al fallimento terapeutico (ovvero l’intervallo di  tempo intercorso dall’inizio della terapia fino alla sua interruzione per qualsiasi motivo). Nello specifico afatinib ha ridotto del 27% il rischio di progressione di malattia: il miglioramento risulta più marcato nel corso del tempo, con una percentuale significativamente maggiore di pazienti vivi e liberi da progressione a 18 mesi (27% versus 15%) e 24 mesi (18% versus 8%). I pazienti nel braccio con afatinib hanno avuto anche una permanenza in trattamento significativamente maggiore: il rischio di fallimento con afatinib è ridotto del 27%.

I risultati dello studio sono stati presentati in occasione del 14esimo Congresso Annuale del  British Thoracic Oncology Group (Btog) a Dublino. I dati relativi alla sopravvivenza globale (Os), terzo endpoint co-primario “non sono ancora maturi e verranno presentati in futuro” precisa la nota rilasciata dall’azienda. “LUX-Lung 7 è il primo studio internazionale a confrontare direttamente due target therapy  anti-Egfr nel trattamento di prima linea, e i suoi risultati dimostrano i benefici dell’inibitore di seconda generazione afatinib rispetto alla terapia di prima generazione gefitinib. Questi risultati offrono un importante orientamento nella scelta della terapia di prima linea per pazienti con tumore polmonare positivo per mutazioni di Egfr” ha dichiarato il principal investigator dello studio  LUX-Lung 7, Keunchil Park, direttore dell’Innovative Cancer Medicine Institute (Icmi) del Samsung Medical Center, Facoltà di Medicina dell’Università Sungkyunkwan di Seoul.