Conferenza Regioni: via libera al riparto del Fondo sanitario nazionale 2016 da 111 miliardi

L’approvazione nella seduta odierna. Prossimi interventi: la possibile revisione dei criteri del riparto e un piano nazionale sulla mobilità sanitaria, oltre alla sostituzione del presidente della Commissione sanità. Bonaccini: "il 25 di febbraio presenterò una proposta"

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Approvazione flash. La Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha dato oggi il via libera al riparto del Fondo sanitario 2016 da 111 miliardi di euro. La proposta era stata messa  a punto ieri dalla commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Un risultato definito quasi storico dal presidente Stefano Bonaccini che  ha dichiarato: “Ora auspichiamo che il Parlamento approvi un emendamento che tecnicamente permetterebbe di rendere operativa questa decisione nell’arco di poche settimane.  L’approvazione a febbraio invece che nella parte finale dell’anno, l’unanimità delle 20 Regioni italiane, su un tema così sensibile”  è un segnale veramente positivo.

Prossimo obiettivo della conferenza sarà la sostituzione, già annunciata, del presidente della Commissione sanità: “il 25 di febbraio – ha anticipato stamattina Bonaccini – verrò con una proposta di sostituzione dell’attuale coordinatore della commissione salute, che ha svolto finora egregiamente il proprio lavoro. Lo sostituiremo solo perché l’Emilia Romagna oggi è rappresentata dal sottoscritto alla guida della Conferenza delle Regioni”.

Il lavoro della Conferenza inoltre proseguirà su altre due attività. “Il primo intervento è il mandato dato alla commissione Salute per affrontare il tema di una possibile revisione dei criteri. La seconda azione – raccogliendo le sollecitazioni di Toscana e Lombardia – riguarderà il necessario approfondimento per dar vita an piano nazionale sul tema della mobilità sanitaria i: vi sono infatti squilibri e diseconomie che possono essere affrontate. insieme al Governo. A me però non piace dire ‘il Governo deve fare’, a mio avviso tocca alle regioni valutare cosa proporre. Solo così potremmo avere maggiore ascolto” conclude il presidente della Conferenza.