Convivere con il cancro: il diritto dei pazienti è anche estetico

Umberto Veronesi è il primo firmatario dell'appello per la qualità di vita promosso dall'Associazione professionale di estetica oncologica (Apeo)

Garantire a ogni uomo e a ogni donna in terapia oncologica il diritto di mantenere per quanto possibile il proprio stile e qualità di vita, a livello personale, familiare e sociale. È questo l’obiettivo primario dell’Appello “Qualità di vita, diritto dei pazienti oncologici”, promosso in occasione della Giornata mondiale contro il cancro dall’Associazione professionale di estetica oncologica (Apeo), che vede come primo firmatario Umberto Veronesi.
Un tema sensibile, che sta raccogliendo numerose adesioni attraverso il sito esteticaoncologica.org, perché tocca un aspetto spesso considerato marginale rispetto alla cura della patologia, ma che riguarda tutti i pazienti.
“Quante volte – si chiede lo stesso Veronesi – abbiamo liquidato velocemente le richieste dei malati che non ci sembravano coerenti al raggiungimento dell’obiettivo? La qualità di vita dei pazienti è un valore che non va dimenticato mentre si cammina faticosamente, giorno dopo giorno, cercando di raggiungere la guarigione”.
Eppure nella mentalità comune Estetica e Oncologia sembrano termini da tenere separati, come se fosse poco rispettoso anche solo immaginare che una donna a cui sia stato diagnosticato il cancro abbia ancora il desiderio di sentirsi bella. “Si tratta di un errore grossolano – prosegue Veronesi -, soprattutto perché troppo spesso sottovalutiamo quanto contino l’aspetto psicologico e le relazioni in un percorso di guarigione. E probabilmente ignoriamo gli effetti secondari delle terapie e le tossicità cutanee che generano. Queste problematiche sono senz’altro meno gravi della patologia su cui è giustamente concentrato il medico, ma non per questo possono essere lasciate senza una risposta”.
Negli ultimi anni qualcosa comunque si è mosso in questo senso. Tra medici e professionisti del benessere, nel rispetto di ruoli e competenze, stanno nascendo nuove sinergie e alleanze virtuose. All’interno dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), ad esempio, da qualche anno è attivo lo Spazio Benessere, un vero e proprio centro estetico in cui le persone in terapia possono ricevere trattamenti, risolvere inestetismi e lenire fastidi o irritazioni.
La stessa Associazione professionale di estetica oncologica (Apeo) è nata per colmare sempre di più questo gap: se in passato da una parte il personale sanitario si focalizzava sulla patologia più che sulla persona nel suo complesso psicosomatico, dall’altra le estetiste in possesso delle competenze necessarie per dare vero benessere a una persona in terapia oncologica erano pochissime.
Oggi a formare le estetiste di tutta Italia nelle classi Apeo, fornendo loro le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per effettuare trattamenti di benessere e di bellezza su persone in terapia oncologica, sono proprio i medici IEO.
La strada ad ogni modo è ancora lunga. I pazienti che possono individuare in modo semplice e sicuro dei professionisti in grado di effettuare dei trattamenti di bellezza e benessere migliorativi del proprio stato psico-fisico, usufruendo degli innovativi protocolli di estetica oncologica, sono ancora pochi. Rimettere a tema, grazie all’Appello Apeo, la “qualità di vita” del malato nella Giornata mondiale contro il cancro può essere il primo passo.