Dalla longevità alla spesa per i farmaci, ecco la “Sanità in Cifre” secondo Federanziani

Presentato oggi a Roma il Compendio Sic 2014, volume curato dal Centro studi dell'organizzazione che rappresenta gli over 65

Più numerosi e longevi, costretti a pagare di tasca propria (più che in passato) per i farmaci che, tra l’altro, registrano consumi in aumento, soprattutto quelli per patologie cardiovascolari, colesterolo, diabete e depressione. Lo stato di salute degli italiani e il loro rapporto con il sistema sanitario è passato anche quest’anno sotto la lente del Centro Studi Sanità in Cifre (Sic) di Senior Italia FederAnziani e i risultati sono stati raccolti nel Compendio Sic 2014, volume giunto alla nona edizione e presentato oggi al ministero della Salute.

Aumento demografico e indice di vecchiaia
Tra il 2012 e il 2015 – spiega il Centro Studi  – la popolazione è aumentata del 2,36%, con 1,4 milioni di unità in più al 1 gennaio 2015 rispetto allo stesso periodo del 2012. I dati demografici, inoltre, confermano la “inarrestabile tendenza” all’innalzamento dell’indice di vecchiaia che passa dal valore di 151,4 del 1 gennaio 2013 a 154,1 del 1 gennaio 2014.

Le spesa sanitaria e farmaceutica
La spesa pubblica relativa al Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha registrato una leggera flessione rispetto al trend in crescita che aveva caratterizzato gli anni precedenti, scendendo dai 110 miliardi di euro del 2012 ai 109 del 2013. Nei dodici anni presi in esame (2002-2013) si registra un differenziale relativo alla spesa sanitaria di 30 miliardi di euro tra il primo e l’ultimo anno, che in termini percentuali corrisponde ad un aumento del 38%. Non poteva che seguire la stessa tendenza la spesa pro-capite nazionale, che nell’ultimo anno diminuisce di circa l’1%.

Nel 2014 la spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, è stata pari a 18 miliardi di euro, di cui il 61% è stata rimborsata dal Ssn. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è stata di circa 180,4 euro. La spesa farmaceutica territoriale complessiva, sia pubblica che privata, diminuisce del 9,4% (1,7 miliardi di euro) rispetto all’anno precedente, per un totale di 18 miliardi di euro. La composizione della spesa farmaceutica territoriale lorda per i farmaci di classe A (a totale carico del Ssn) si attesta a 11 miliardi nel 2013, in lieve diminuzione (-1,7%) rispetto agli 11,2 miliardi nel 2012.

Il consumo di farmaci
Cresce il consumo di farmaci per patologie cardiovascolari, colesterolo, diabete e depressione. Rispetto al 2000 il trend di consumo farmaceutico per antiipertensivi ha registrato significativi aumenti, con una media di 392 assunzioni ogni 1.000 abitanti (+74,2% rispetto al 2000); così come i farmaci anticolesterolo, con una media di 79,5 assunzioni ogni 1.000 abitanti (+183,9%), e gli antidiabetici, con 66 assunzioni ogni 1.000 abitanti (+57,1%), e i farmaci antidepressivi, con 42 assunzioni ogni 1.000 abitanti (+68%).

Il Compendio Sic evidenzia anche l’incremento nel numero delle ricette di classe A con 2 milioni di prescrizioni in più dal 2013 al 2014. Nel 2014 le ricette prescritte sono state circa 609 milioni, circa 10 ricette per ciascun cittadino, in linea rispetto agli anni scorsi, mentre il numero di confezioni erogate, anch’esso in aumento, ha superato il miliardo e 100 milioni di pezzi. Ogni cittadino ha utilizzato in media circa 18,6 confezioni di farmaci.

Out of pocket
Aumenta la quota dei farmaci a carico dei cittadini. Sebbene tra il 2012 e il 2014 la spesa pubblica di classe A-Ssn registri una diminuzione di circa il 4,4%, appare evidente che durante questo arco temporale la quota di spesa di classe A-Ssn imputata direttamente ai cittadini aumenti: la quota del Ssn diminuisce del 4,3%, mentre quella imputabile ai cittadini aumenta dell’8,1%. Ogni cittadino mediamente spende di tasca propria 110 euro ogni anno per l’acquisto di farmaci(Acquisto privato fascia A, C, SOP e OTC), pari a +2,7% tra il 2013 e il 2014. Nel 2014 il consumo di farmaci a brevetto scaduto ha rappresentato il 63,8% dei consumi a carico del Ssn.

Accesso al Ssn: ricoveri e prestazioni
Per quanto concerne ricoveri e giornate di degenza si registra, negli anni 2011/2013, un calo pari a circa 1,29 milioni di ricoveri in meno e oltre 6,2 milioni di giornate di degenza in meno. La degenza media si attesta a 6,8 giorni per ogni ricovero in acuzie trattato in regime ordinario anche nel 2013. La riforma cosiddetta di Spending Review ha ridotto ulteriormente di 7.400 il numero di posti letto dal 1 gennaio 2012.

La somma di tutte le prestazioni per ogni branca specialistica, riguardante l’attività clinica, di laboratorio, di diagnostica per immagini e strumentale delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate ammonta nel 2012 a 1,29 miliardi di prestazioni (quasi tutte determinate dall’oltre 1 miliardo di prestazioni di laboratorio analisi chimiche e microbiologiche). Si registra un lieve calo del -4,6% rispetto al 2011 (1.352.879.463 prestazioni specialistiche). Ogni cittadino ha richiesto in media 21,61 prestazioni.

Focus sul cancro
La presentazione del Compendio Sic 2014 si è svolta quest’anno in concomitanza con la Giornata internazionale contro il Cancro. Un’occasione per riguardare con attenzione i numeri sui tumori nel nostro Paese: il tasso di incidenza dei tumori in Italia è superiore del 4,7% rispetto alla media Ue ed è a 278,6 su 100.000 abitanti. Schizza a +23% rispetto alla media Ue il tasso di incidenza del cancro al seno (pari a 91 su 100.000 abitanti), per quanto riguarda le donne, mentre per quanto riguarda gli uomini, quello alla prostata è -2,8% rispetto alla media Ue (pari a 68 su 100.000 abitanti).

In Italia nel 2012 sono state effettuate oltre 3,7 milioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali oncologiche (+16,8% rispetto al 2011). Secondo i Registri della Salute di Senior Italia, i cui risultati sono inclusi nel Compendio SIC, il 41,9% degli intervistati (over 65), ha avuto una diagnosi di tumore in famiglia nel corso della sua vita; il 14,4% del campione convive con una pregressa diagnosi di tumore.

In 13 delle 21 Regioni Italiane le attività di screening di primo livello per cervice uterina, mammella e colon retto risultano inadeguati. “Il dato delle patologie neoplastiche superiore alla media Ue è un dato che deve far riflettere le istituzioni nazionali e regionali sulla necessità di investire ancora di più sulla prevenzione e sugli screening”, commenta Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani.