Carcinoma pancreatico: nuovi dati confermano nab-paclitaxel/gemcitabina come terapia backbone

Presentati al Gastrointestinal Cancers Symposium dell’Asco a San Francisco anche i risultati di nuovi studi che utilizzano Abraxane e gemcitabina in combinazione con i farmaci immunoterapici di nuova generazione

Nel carcinoma metastatico del pancreas si stanno aprendo nuovi scenari con sequenze di terapia più strutturate. Le nuove possibilità terapeutiche sono state recentemente illustrate al centro del  Gastrointestinal Cancers Symposium dell’Asco (American Society of Medical Oncology) a San Francisco. Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati di diversi studi su combinazioni che utilizzano Abraxane (paclitaxel legato all’albumina formulato in nano particelle)  e gemcitabina come terapia backbone sulla quale basare lo sviluppo di nuovi trattamenti.

Nello specifico, nell’analisi post-hoc dello studio registrativo di fase III MPACT (Metastatic Pancreatic Adenocarcinoma Clinical Trial), presentata al convegno, sono stati valutati gli outcomes dei trattamenti di seconda linea dopo terapia di prima linea con nab-paclitaxel/gemcitabina o gemcitabina in monoterapia. “I risultati hanno evidenziato che il trattamento di seconda linea è possibile – sottolinea la nota rilasciata dell’azienda Celgene –  ed apporta benefici in termini di aumento di sopravvivenza dei pazienti, in particolare in quelli trattati in prima linea con nab-paclitaxel/gemcitabina rispetto a quelli trattati con gemcitabina in monoterapia. La sopravvivenza totale dei pazienti trattati in prima linea con nab-paclitaxel + gemcitabina è significativamente maggiore nei pazienti che ricevono una seconda linea con regimi contenenti fluorouracile (13,5 mesi di sopravvivenza complessiva)”.

Non solo, nab-paclitaxel è in studio anche in combinazione con farmaci immunoterapici di nuova generazione: un trial multicentrico di fase 1 è in corso per valutare il regime ottimale e l’efficacia della combinazione nab-paclitaxel/nivolumab, con o senza gemcitabina, nel carcinoma metastatico del pancreas e in altre tipologie tumorali.

“Nab-paclitaxel, in combinazione con gemcitabina, è stato approvato come trattamento di prima linea in pazienti con carcinoma pancreatico metastatico sulla base dei migliori risultati in termini di sopravvivenza globale e sta rapidamente diventando lo standard di cura di questo tipo di tumore estremamente difficile da trattare – ha commentato Michele Reni, clinical group leader, oncologia medica, dell’Ospedale San Raffaele di Milano – le combinazioni di nab-paclitaxel/gemcitabina con nuovi farmaci target e immunoterapici porteranno in futuro ulteriori sviluppi in termini di sopravvivenza e aprono la strada alla possibilità di valutare sequenze di terapia più strutturate, con una seconda linea impensabile fino a pochi anni fa per la natura particolarmente aggressiva di questo tumore”.

Abraxane in combinazione con gemcitabina per il trattamento di prima linea dei pazienti con adenocarcinoma metastatico del pancreas è stato approvato negli Stati Uniti a settembre del 2013 e in Europa nel mese di dicembre dello stesso anno.