Automedicazione, un mercato da 2,5 miliardi: nel 2015 consumi stabili e fatturati in crescita

L’analisi di Federchimica-Assosalute sui dati di Ims Health. Il numero di confezioni vendute, pari a oltre 304 milioni, non si discosta molto dai dati dell’anno precedente, ma il giro d’affari cresce del 3,2%

farmaci senza obbligo di ricetta

Un sospiro di sollievo. Così gli esperti del settore definiscono i segnali di ripresa del mercato dei farmaci di automedicazione: consumi stabili nel 2015 (oltre 304 milioni di confezioni) e fatturato in crescita del 3,2% rispetto al 2014 per un giro d’affari superiore a 2,5 miliardi di euro. È quanto emerge da un analisi condotta da Federchimica-Assosalute su dati Ims Health.

Dopo anni caratterizzati da una forte erosione dei volumi e da una tenuta dei fatturati in un range di crescita molto modesto, arriva una parziale inversione di tendenza dovuta una maggiore diffusione delle sindromi influenzali e da raffreddamento che si sono registrate durante la passata stagione invernale. Tuttavia – sottolinea Federchimica-Assosalute in una nota – l’anno chiude con consumi inferiori rispetto alle previsioni d’autunno a causa di temperature piuttosto elevate nell’ultimo bimestre 2015 e, quindi, a una minore incidenza dei disturbi tipici della stagione fredda.

“Il 2015 vede finalmente l’arrestarsi della significativa erosione dei consumi a cui si è assistito negli ultimi anni, anche se questa ripresa è dovuta a fattori di carattere stagionale”, commenta il presidente di Federchimica-Assosalute, Agnès Regnault – Un segnale di fiducia che se, da un lato, premia gli sforzi delle aziende del settore in termini di rinnovamento della gamma d’offerta e d’innovazione delle formulazioni e dei dosaggi, dall’altro non può distogliere l’attenzione dal bisogno di un maggior riconoscimento del valore industriale, economico e sociale del comparto”.

In riferimento alle vendite delle due categorie in cui è suddivisa la classe dei farmaci senza obbligo di ricetta, ovvero le specialità di automedicazione o Otc (quelle per le quali è consentita la comunicazione pubblicitaria) e i farmaci Sop (per i quali, invece, la comunicazione è vietata), l’associazione ha osservato un andamento contrapposto tra le due classi di medicinali.

Mentre il numero di confezioni di Otc (oltre 229 milioni) è cresciuto lievemente (+0,2%) per un giro d’affari di quasi 1.858 milioni di euro (+3,8%), i Sop hanno mostrato una contrazione dei volumi, seppur di misura, del -0,9% (quasi 75 milioni di confezioni), mentre i fatturati hanno visto un incremento inferiore rispetto al mercato complessivo (+1,6% per oltre 646 milioni di euro).

Per quel che riguarda la distribuzione, la farmacia resta il canale principale per l’acquisto dei medicinali senza obbligo di ricetta. A 10 anni dal “Decreto Bersani” e, quindi, dall’apertura alla vendita di farmaci da banco anche in parafarmacia e nei corner della grande distribuzione organizzata (Gdo), infatti, i canali “alternativi” rappresentano una quota di mercato inferiore al 10%.

Infine, per quanto riguarda le classi terapeutiche, i farmaci contro le affezioni dell’apparato respiratorio, gli analgesici e i gastrointestinali si confermano le categorie principali, rappresentando oltre il 74% dei consumi e più del 67% della spesa.