Digitale: Microsoft lancia il National Plan 2016, al centro la Pubblica Amministrazione

Cinque le priorità strategiche dell'azienda: cultura digitale, efficienza, servizio al cittadino, openness e sicurezza. La sanità è un settore chiave. Ecco i casi di collaborazione con l'Asl di Rieti e di Barletta-Andria-Trani

studi clinici

Supportare il percorso di trasformazione digitale della pubblica amministrazione (Pa), facendo leva sul cloud computing e sulle nuove tecnologie. Con questo obiettivo Microsoft ha presentato oggi il nuovo piano d’investimento nazionale sistemico (National Plan 2016). Una ricetta che fa leva su cinque priorità strategiche: promuovere la cultura digitale, supportare l’efficienza della Pa, contribuire allo sviluppo di servizi innovativi per i cittadini, favorire l’openness e  garantire la sicurezza. “La Pa italiana sta vivendo un momento delicato e di grande cambiamento attraversata da una spinta riformatrice che cerca nuove vie verso la modernità e l’efficienza: Microsoft intende supportarla nel proprio percorso di trasformazione digitale” ha spiegato Simonetta Moreschini, da sei mesi direttore della Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia, dopo un’esperienza ventennale in Ibm.

Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud per la Pubblica Amministrazione, oggi  il 66% degli enti pubblici italiani utilizza già modelli cloud ma la diffusione di questi servizi appare frammentata e priva di un obiettivo definito. “Il grande tema ora – prosegue Simonetta Moreschini – è fare in modo che questo 66% diventi di sistema. Il cloud rappresenta una grande opportunità per la pubblica amministrazione, per migliorare l’efficienza del sistema e generare risparmi in modo intelligente. La trasformazione digitale della Pa è fondamentale per il paese, per recuperare competitività. Negli ultimi mesi l’Italia ha fatto grandi passi avanti prendendo consapevolezza del digitale come tema non solo tecnologico ma competitivo per la crescita dell’economia e dell’occupazione”.
Obiettivo di Microsoft è offrire soluzioni cloud “trusted” conformi a tutti i requisiti di sicurezza, privacy e trasparenza per evitare che le preoccupazioni in questo ambito possano rallentare l’adozione del cloud Computing. “La sicurezza è una nostra priorità. In un mondo in cui Cloud, Mobility, Big Data, Social e IoT hanno cambiato il panorama della sicurezza-  spiega Moreschini – c’è una crescente attenzione alla cybersecurity,  ma oggi solo il 19% delle grandi realtà dispone di una visione di lungo periodo e piani concreti”. Fondamentale in questo contesto la preparazione e l’educazione del personale: con la collaborazione delle Università di Pisa e di Roma, e il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), l’azienda ha avviato anche corsi di formazione sulla sicurezza per i dirigenti della pubblica amministrazione.

Una collaborazione pubblico-privato che non esclude la sanità. “E’ un settore chiave per Microsoft – continua il direttore – molto attivo e dinamico in questo periodo. Penso che ci sia l’humus giusto per fare bene”. Non mancano casi virtuosi di partnership. Da qualche anno l’azienda collabora con l’Asl di Barletta-Andria-Trani, per garantire l’interoperabilità tra diverse applicazioni verticali e abilitare processi nuovi. Dopo la dematerializzazione dei referti medici dei cittadini, è stata recentemente sviluppata una componente applicativa per  permettere il download sicuro dei referti stessi. Nei prossimi mesi verrà inoltre avviato un progetto basato sulla piattaforma cloud di Microsoft Azure che permetterà di assicurare la continuità del servizio della Asl con garanzie di data privacy, sicurezza e compliance e, abbinata all’archiviazione cloud Storsimple, di ripristinare in tempi rapidi applicazioni e servizi per l’operatività della Asl.

Un’altra collaborazione nel settore sanitario è stata avviata con l’Asl di Rieti. Grazie al partner SoftJam, l’Asl ha spostato sulla piattaforma di archiviazione cloud StorSimple i dati più obsoleti, i dati di back up e i dati di archivio. In questo l’azienda ha ridotto i costi di esercizio legati ai servizi di produzione e di disaster recovery e si è affidata a un sistema sempre pronto anche in caso di problematiche del datacenter primario. “E’ stato un progetto estremamente innovativo che ha coinvolto vari livelli del processo interno – spiega Filippo Costa, Research & Innovation di SoftJam – sia della gestione dei dati e dell’informazione, permettendo di sfruttare le strutture cloud di Microsoft per avere un ambiente di disaster recovery, e quindi garantire il servizio ai cittadini anche in caso di guasto o disservizio delle infrastrutture presso la Asl,  e di poter condividere in maniera sicura queste informazioni grazie al cloud”.