Prove di intesa sul decreto appropriatezza: congelate le sanzioni ai medici

Il ministro della Salute incontra Regioni e Fnomceo: si apre un tavolo di lavoro per possibili correttivi e partono campagne informative rivolte ai pazienti. Le reazioni di Fimmg e Federanziani

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Per il momento nessuna sanzione per i medici ma molta più informazione ai cittadini sugli effetti del decreto appropriatezza del 9 dicembre scorso. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha incontrato oggi il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Roberta Chersevani, e il coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Sergio Venturi. Obiettivo, verificare lo stato di attuazione del provvedimento. Al termine dell’incontro, le parti hanno firmato un documento in sette punti che sostanzialmente sollecita: l’impegno “etico” di perseguire la “massima appropriatezza di tutte le prestazioni”; la necessità di un tavolo congiunto con Fnomceo e società scientifiche per esplorare possibili correttivi; il coinvolgimento dei medici nella governance del sistema; la predisposizione di una circolare esplicativa; la realizzazione di campagne informative rivolte ai cittadini e in particolare ai pazienti cronici e invalidi che restano salvaguardati dalle disposizioni; l’investimento all’interno del Ssn delle risorse risparmiate, vincolandole proprio all’appropriatezza prescrittiva e organizzativa. Il ministro Lorenzin ha spiegato che nel decreto non ci sono sanzioni per i medici “perché non si può sanzionare una cosa che si sta ancora sviluppando. Quando tutto sarà a regime ci rivedremo e capiremo come andare avanti”.
All’incontro odierno dovrebbe seguirne un altro a stretto giro, nel tentativo, tra gli altri, di scongiurare i due giorni di sciopero indetti dai sindacati dei medici. Soddisfatta Roberta Chersevani: “È stato un incontro positivo con un buon clima d’apertura. Abbiamo discusso le criticità del decreto e su queste si lavorerà anche per fare le modifiche necessarie. Possiamo rasserenare il disagio dei medici perché c’è l’impegno all’uso di software che possano rendere il lavoro più facile”. Moderata la reazione di Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg: “La rimessa in discussione del decreto-bavaglio sulla libertà prescrittiva dei medici è l’unica decisione che il ministro Lorenzin poteva assumere per porre un freno a caos e nuovi super ticket. L’auspicio è che il tavolo di confronto sappia correggere le molte distorsioni sul piano clinico e amministrativo, a cominciare dall’effetto perverso di un decreto che sembra imporre al percorso diagnostico del medico obblighi di certezze e non di sospetto come è tipico delle cure primarie”. Positivo anche il commento di Roberto Messina, presidente di Senior Italia Federanziani: “La nostra fiducia nella capacità delle istituzioni di dialogare tra loro nell’interesse comune è stata ben riposta. Lo dimostra anche la decisione di provvedere all’adeguata informazione ai pazienti, anche con specifiche campagne di comunicazione”.