L’Aifa concorda con gli oncologi sulla divisione dei tetti di spesa farmaceutica

L'Agenzia aveva già proposto di istituire budget specifici per sostenere l'onere dei farmaci innovativi ad alto costo, rilanciata ieri dall'Aiom. Da rivedere anche il metodo di calcolo del Fondo farmaceutico nazionale basandosi anche sulla costo/efficacia rilevata negli ultimi cinque anni

Anche l’Aifa è d’accordo sulla proposta di dividere i tetti di spesa farmaceutica avanzata ieri dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), al fine di garantire la sostenibilità del sistema e l’accesso ai medicinali innovativi.
“Il prossimo incontro del tavolo della farmaceutica potrebbe costituire un’occasione preziosa per approfondire la fattibilità di alcune ipotesi già all’esame del Ministero della Salute e di quello dell’Economia” affermano in un comunicato congiunto diffuso in mattinata Mario Melazzini e Luca Pani (nella foto), rispettivamente presidente e direttore generale dell’Agenzia.
“Aifa ha proposto da tempo la possibilità di svincolare il finanziamento dei farmaci innovativi ad alto costo dal Fondo farmaceutico nazionale e di istituire dei budget specifici per ciascuna area terapeutica, non solo per l’oncologia, affidati al monitoraggio in tempo reale attraverso i Registri”.
Secondo quanto dichiarato da Melazzini e Pani “la nuova modalità di attribuzione dei budget consentirebbe di distribuire le risorse tenendo conto dell’impatto delle nuove molecole ad alto potenziale di innovazione sulle diverse aree”. Non solo. Il vertice dell’Agenzia ritiene anche sia giunto il momento di rivedere la metodologia di calcolo del suddetto Fondo, basandosi ad esempio sul tasso di crescita annuale composto (Cagr). Tale indicatore considera infatti gli ultimi cinque anni della spesa storica farmaceutica, alla luce dei risultati realmente ottenuti e disinvestendo dalla rimborsabilità di prodotti che non hanno mantenuto quanto ci si attendeva in termine di efficacia e/o sicurezza. “Questi dati andrebbero poi corretti alla luce di un horizon scanning che l’Aifa potrebbe svolgere per i tre anni successivi”.