Odontoiatria: appello Prada (Andi) per emendamenti a Ddl Concorrenza dopo arresti in Lombardia

Le modifiche proposte introdurrebbero l'obbligo per gli studi dentistici organizzati in società di capitale ad avere almeno i 2/3 dei soci iscritti all'Albo degli odontoiatri, come avviene per tutte le società tra professionisti

L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi) di nuovo alla carica contro le catene dentistiche low cost dopo gli scandali e gli arresti venuti alla luce nelle ultime ore in Lombardia e nelle catene spagnole Vitaldent, dopo  l’appello già rivolto nei giorni scorsi  al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ed al ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi  perché appoggino l’intento del più rappresentativo sindacato italiano per regolamentare il settore odontoiatrico attraverso gli emendamenti  presentati al Ddl Concorrenza attualmente all’esame di Palazzo Madama, che introdurrebbero l’obbligo per gli studi dentistici organizzati in società di capitale ad avere almeno i 2/3 dei soci iscritti all’Albo degli odontoiatri, come avviene per tutte le società tra professionisti, e di rispondere dei danni al paziente per lo stesso arco di tempo del dentista iscritto all’albo.

“L’obiettivo delle nostre proposte – afferma oggi in una nota il presidente dell’Andi, Gianfranco Prada – è quello di  tutelare la salute nell’ambito di un mercato odontoiatrico libero, sostenibile, basato su garanzie a tutela del cittadino, che non deve essere considerato come un cliente da sfruttare ma un come paziente del quale prendersi cura. Per raggiungere questo scopo è importante intervenire sulle società come quelle attualmente al centro degli arresti e delle inchieste, che investono utilizzando capitali di dubbia provenienza ed offrono servizi odontoiatrici adottando pericolose politiche commerciali. I recenti scandali nella sanità lombarda, dove sarebbe coinvolta una di questa società e l’accusa a carico della Vitaldent, da parte delle autorità spagnole, di evasione fiscale e frodi per oltre dieci milioni di euro mettono in evidenza tutti i limiti di questo sistema”.

“E’ pertanto necessario – conclude Prada – un intervento chiaro e forte da parte di tutte le forze politiche e lo strumento è immediatamente disponibile nel Ddl Concorrenza, approvando le proposte sostenute da Andi”.