Decreto Appropriatezza, Cricelli (Simg): provvedimento da riscrivere

Il presidente della Società italiana di medicina generale chiede il ritiro del provvedimento che andrebbe “ripensato e riscritto” perché non mira a “razionalizzare il sistema” ma soltanto a “limitare la spesa sanitaria”

Il decreto Appropriatezza va ritirato, ripensato e riscritto. A dirlo, a nome dei medici di famiglia, è il presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), Claudio Cricelli: “Questo provvedimento nasce ‘malato’, perché non si pone l’obiettivo di razionalizzare il sistema, ma solo di limitare la spesa sanitaria. Le società scientifiche devono essere chiamate a scrivere i criteri che i medici devono rispettare nel miglior esercizio della professione. La comunità scientifica è perfettamente in grado di autoregolamentarsi, organizzarsi e dettare linee di intervento che determinano la razionalizzazione degli interventi diagnostici e terapeutici portando anche benefici economici. Una delle criticità più evidenti è proprio il presupposto su cui si basa questo Decreto, cioè un’estrema semplificazione di tipo burocratico con lunghe liste di esami considerati inappropriati per il Servizio sanitario nazionale, senza entrare nel merito dei singoli casi clinici”.

Secondo Cricelli, soltanto “i criteri della verità scientifica e le esigenze individuali del paziente possono stabilire l’appropriatezza di una prescrizione” e il ruolo di primo piano per stabilire “i criteri del corretto impiego di trattamenti ed esami” spetta alle società scientifiche. “Le liste contenute in questo Decreto non servono perché non considerano l’estrema soggettività di tutti gli interventi medici. Non ci sottraiamo alla nostra responsabilità di essere oculati utilizzatori delle risorse. Il Disegno di Legge Gelli sulla responsabilità professionale contiene già la strada da seguire, perché si basa sul concetto implicito che la buona pratica clinica sia indicata nelle linee guida. E gli estensori di questi documenti sono proprio le società scientifiche”, conclude il presidente della Simg.