Al via un progetto contro il cancro con il supercomputer Watson

Il progetto prevede l’utilizzo di una nuova banca nazionale dei tumori i cui dati verranno usati da Watson per arrivare a scegliere la terapia più giusta per ogni paziente, sulla base dell'impronta genetica del cancro che lo affligge

È in partenza uno dei primi progetti che vede impiegato il supercomputer Watson, ideato da Ibm e da qualche tempo già in fase di rodaggio presso gli ospedali statunitensi, come supporto per i medici. Il progetto prevede l’utilizzo di una nuova banca nazionale dei tumori i cui dati verranno usati da Watson per arrivare a scegliere la terapia più giusta per ogni paziente, sulla base dell’impronta genetica del cancro che lo affligge. Scopo della banca nazionale, annunciata all’interno della Precision Medicine Initiative promossa dalla Casa Bianca, è appunto prevedere in che modo i pazienti possono reagire ai diversi trattamenti disponibili.

“Il nostro obiettivo – spiega al Washington Post Robert Darnell, Ceo del New York Genome Cener sul – è prendere questa mole di dati e trasformarla in informazioni che possano essere usate per un paziente che attende una cura. Individuare il farmaco più adatto oggi può richiedere settimane o addirittura mesi, mentre Watson è in grado di farlo in poco tempo, accedendo alla banca dati”.

Il progetto preliminare inizierà con 200 pazienti trattati in strutture specializzate dell’area di NY. L’arruolamento dei malati inizierà immediatamente, e sarà concentrato su quelli giudicati più bisognosi, che finora non hanno risposto a diverse terapie. Per ogni paziente si arriverà ad esaminare oltre un terabyte di dati, l’equivalente di 2 milioni di file di foto medi. Ma l’obiettivo dei ricercatori è quello di arrivare ad esaminare 100 mila pazienti l’anno.