“Il prezzo non sia il solo criterio di scelta per l’acquisto di esami diagnostici”

Questo l’appello dei biochimici clinici italiani agli amministratori e associazioni di Pazienti sul contenimento della spesa pubblica: “Si deve tener conto del risparmio che deriva da una diagnostica di laboratorio di eccellenza”

“Nonostante il periodo di forte crisi e riduzione dei costi in sanità, il prezzo non può essere l’unico criterio di scelta per la scelta degli esami da eseguire, ma si deve tener conto del risparmio che deriva da una diagnostica di laboratorio di eccellenza”. A dirlo è Marcello Ciaccio, presidente dei Biochimici Clinici Italiani della S.I.Bio.C., la Società Scientifica di Medicina, che in un documento ufficiale inviato alle Istituzioni, a nome della società chiedono di essere maggiormente coinvolti nelle procedure di acquisto degli esami diagnostici e nell’applicazione di strumenti normativi che garantiscano il mantenimento della qualità a costi sostenibili.  “Nell’era della Medicina di Precisione, che utilizza analisi genetiche e molecolari individuali e condivide moltissime informazioni relative ai risultati (big data), la Medicina di Laboratorio gioca un ruolo strategico per introdurre e applicare nella pratica clinica nuovi esami complessi derivanti da scoperte della ricerca di base. Grazie a questi nuovi kit la diagnosi delle malattie può essere raggiunta con ampio anticipo rispetto alle attuali possibilità e l’efficacia della personalizzazione delle cure può essere monitorata scrupolosamente per modulare il tipo e la quantità di farmaco da somministrare a ogni paziente, migliorando in questo modo le possibilità di guarigione e la qualità di vita”.

La disponibilità di nuovi esami richiede però un impegno di risorse economiche importante, necessario a sostenere l’innovazione tecnologica e i costi associati alla produzione, alla messa a punto e standardizzazione dei kit commerciali usati nei laboratori clinici. La gestione di analisi sempre più complesse e costose inoltre richiede il lavoro di specialisti di laboratorio qualificati. Nonostante questo è fondamentale garantire l’affidabilità dei risultati e la loro corretta interpretazione, perché ogni eventuale errore in questa fase porterebbe a conseguenze negative per il paziente e il medico curante. “Ecco perché oggi occorre poter disporre in laboratorio di strumenti e reagenti di qualità che garantiscano la totale affidabilità dei risultati” continua Ciaccio. “Per questo motivo la SIBioC  lancia l’appello per sensibilizzare gli amministratori pubblici e le Associazioni dei Pazienti sulla modalità di scelta dei sistemi diagnostici più sofisticati. Perché sempre più spesso questo tipo di acquisti si basa sulla valutazione del solo prezzo da parte di ‘non addetti ai lavori’.

“Nelle nelle procedure di acquisto dei sistemi diagnostici non è possibile scegliere solo in base al prezzo o subordinare a questo la valorizzazione della qualità, per due ragioni principali” spiega ancora la società. “Primo, la qualità scadente di un esame diagnostico può generare risultati non corretti e, di conseguenza, trattamenti inadeguati, con rischio per la salute e la guarigione dei pazienti. Se si considera l’importanza di alcuni sistemi diagnostici cosiddetti “salvavita” si può comprendere meglio il rischio a cui si espone il paziente nel caso di risultati non corretti. Secondo, risultati poco affidabili ottenuti con esami di bassa qualità generano costi aggiuntivi per il servizio sanitario, per indagini di approfondimento inutili come visite specialistiche, esami strumentali, ecc”.