Carcinoma polmonare a cellule squamose, parere positivo dell’Ema per afatinib

Il farmaco di Boehringer Ingelheim è già approvato come terapia per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule positivo per mutazioni di Egfr

Il Comitato di valutazione per i farmaci per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha espresso parere favorevole all’approvazione di afatinib, un inibitore irreversibile della famiglia ErbB sviluppato da Boehringer Ingelheim, come terapia per pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose avanzato in progressione durante o dopo chemioterapia a base di platino.  Lo ha reso noto la stessa azienda specificando che afatinib è già approvato come terapia per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) positivo per mutazioni di Egfr. Circa il 20-30% dei casi di carcinoma polmonare non a piccole cellule è a cellule squamose. Il parere positivo del Chmp si basa sui risultati dello studio di confronto diretto LUX-Lung 8 in pazienti con carcinoma a cellule squamose polmonare in progressione durante o dopo chemioterapia di prima linea.   “Nonostante i recenti progressi nell’individuazione di terapie del carcinoma polmonare a cellule squamose – spiega Mehdi Shahidi, medical head, Solid Tumour Oncology di Boehringer Ingelheim – questo tumore resta difficile da trattare. Siamo soddisfatti per il parere positivo del Chmp su afatinib, poiché rappresenta non solo la possibilità di mettere a disposizione la prima opzione terapeutica orale specificatamente approvata per pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose, ma è anche la conferma del positivo profilo di afatinib, farmaco anti-Egfr di seconda generazione, rispetto a uno di prima generazione”.