Risultati modesti per il “viagra rosa”

Un nuovo studio pubblicato su Jama Internal Medicine indica come “mezzo rapporto sessuale soddisfacente al mese in più” il vantaggio ottenuto da chi assume il farmaco

Dopo il clamore dello scorso giugno, che ne aveva accompagnato l’approvazione da parte della Food and Drug Administration americana (non senza polemiche), arrivano i primi risultati del cosiddetto “viagra rosa”. Non troppo promettenti, almeno stando a quanto riporta un nuovo studio pubblicato su Jama Internal Medicine, che indica come “mezzo rapporto sessuale soddisfacente al mese in più” il vantaggio ottenuto da chi assume il farmaco. Lo studio, ripreso anche dal New York Times, suona come una (mezza) bocciatura per il flibanserin, primo medicinale per il calo del desiderio femminile autorizzato negli Stati Uniti.

Nello studio i ricercatori hanno scoperto che i benefici appaiono leggermente più modesti rispetto a quelli presentati alla Fda durante il processo di approvazione. Il team ha esaminato otto studi su quasi 6000 donne, concludendo che chi ha preso il farmaco ha beneficiato, appunto, di mezzo rapporto sessuale soddisfacente in più al mese. In realtà “lo studio non definisce cosa sia “la metà” di un incontro sessuale soddisfacente” come scrivono sul New York Times. “Un risultato non molto diverso da quello dei tre studi clinici presentati alla Fda come supporto per l’approvazione del farmaco. Inoltre lo studio conferma che il medicinale aumenta il rischio di sonnolenza, vertigini, stanchezza e nausea”.

Una tesi a favore di quanti si sono opposti, nei mesi scorsi, al via libera al farmaco. “Un mezzo incontro soddisfacente in più al mese è significativo?”, si chiede Adriane Fugh-Berman, direttore di PharmedOut, un progetto della Georgetown University che indaga sull’influenza delle compagnie farmaceutiche sulla medicina. “Penso che solo le donne possano rispondere, ma forse l’hanno già fatto, con la loro mancanza di entusiasmo nel chiedere ai medici le prescrizioni per questo farmaco”. Il viagra rosa infatti, a differenza della celebre pillola blu non sta vendendo bene. A inizio gennaio il dato era di 240-290 prescrizioni a settimana, secondo i dati citati dal NYT.

“La nuova analisi ha confermato i risultati delle sperimentazioni cliniche e ha fornito poco contesto aggiuntivo” spiega in una nota Tage Ramakrishna, Cmo di Valeant, che ora possiede il farmaco. “Inoltre il modo in cui è stata prodotta l’analisi, combinando dati di diversi studi, comporta un peso statistico inferiore rispetto agli studi randomizzati”.

Per qualcuno però il medicinale funziona: la giencologa Lauren Streicher, del Northwestern Memorial Hospital di Chicago, spiega che un certo numero delle sue pazienti ha preso il farmaco e ha riferito un aumento significativo della libido. Nessuna, poi, avrebbe interrotto l’assunzione a causa di effetti collaterali.