Corte dei Conti: la spesa sanitaria sale nel 2014 (+0,9%)

E stata pubblicata ieri la Relazione 2014 sulla gestione finanziaria delle Regioni. Il debito sanitario è passato da 23,8 a 30,7 miliardi, su un totale di 67 miliardi di indebitamento regionale

Il diritto alla salute dei cittadini italiani non è uniforme sul territorio, ma dipende dal luogo di residenza. Una criticità nazionale, più volte sottolineata, che è stata rimarcata ieri anche dalla Corte dei Conti che ha pubblicato la Relazione 2014 sulla gestione finanziaria delle Regioni.
In base ai dati di rendiconto delle Regioni presentati dalla Corte,l’indebitamento regionale (incluso il debito con oneri a carico dello Stato) è pari a 67 miliardi – in aumento di circa 5,7 miliardi rispetto al 2013 – e, il debito sanitario è passato da 23,8 miliardi a 30,7 miliardi. Il peso della spesa sanitaria su quella corrente complessiva è salito negli ultimi anno, passando dal 74,1% del 2013 al 75,5% nel 2014. In termini di contabilità nazionale, la spesa della Sanità nel 2014 è cresciuta del 0,9%, pari a un aumento di 984 milioni, il primo del quinquennio 2010-2014. I pagamenti, al contrario, hanno subito una diminuzione, pari a un calo di 3,1 miliardi rispetto al 2013.  Focalizzando l’attenzione sulla spesa farmaceutica, invece, la relazione conferma le tendenze consolidatesi a partire dal 2010: “Grazie all’ulteriore incremento delle compartecipazioni versate dagli assistiti (+4,45 % rispetto al 2013, +64 milioni in valore assoluto) – spiega il documento – è in diminuzione la spesa convenzionata netta (-2,99%), mentre è in sensibile crescita quella ospedaliera (+8,36%) e la distribuzione diretta (+7,73%)”. Registrano un trend in diminuzione (-21,7% rispetto al 2013) i debiti verso i fornitori  che si attestano a 23 miliardi. In calo anche il disavanzo economico complessivo delle gestioni sanitarie (-1,2 miliardi rispetto a -1,9 miliardi del 2013).

LA RELAZIONE