Lorenzin alla Camera: “Contro l’utero in affitto, farò valere la Legge 40 in vigore in Italia”

Così il ministro della Salute ha risposto oggi al question time alla Camera. In tema di corruzione, l'auspicio del ministro è "che le Regioni vogliano adottare prontamente gli strumenti normativi messi a loro disposizione"

Un abominio proibito in Italia e dunque attualmente illegittimo. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha ribadito la condanna alla pratica dell’utero in affitto rispondendo oggi al question time alla Camera. “Come ministro intendo far valere la legge attualmente in vigore in Italia che punisce questa pratica e come ministero – ha dichiarato Lorenzin – abbiamo difeso questa stessa normativa di fronte alla Corte di giustizia europea a Strasburgo”. Sulle iniziative che il  Governo intende mettere in campo per evitare che il divieto dell’utero in affitto, previsto dalla legge 40 del 2004, possa essere perseguito anche nel caso di maternità  surrogata realizzata all’estero, ha poi specificato:”forme e modi più opportuni per raggiungere tale obiettivo saranno considerati in sede parlamentare”. Il ministero sta poi lavorando al primo ‘Fertility Day’ il prossimo 7 maggio, che “diventerà un appuntamento annuale”, assicura Lorenzin, mentre per facilitare le adozioni è stata avviata un’indagine conoscitiva”per poter rivedere le norme attuali”.
Rispondendo sul “caso Lombardia”, il ministro ha evidenziato che “il governo ha intenzione di perseguire ogni episodio di corruzione” e quelli che si sono verificati in Lombardia “sono fatti gravissimi, che hanno interessato uno dei sistemi sanitari migliori in Italia e in Europa”. L’auspicio è “che le Regioni vogliano adottare prontamente gli strumenti normativi messi a loro disposizione- prosegue Lorenzin –  perché solo così si potrà immunizzare il Servizio sanitario nazionale contro gli attacchi corruttivi e arrivare a un unico modello organizzativo e di controllo”. Il ministro ha infine ricordato le iniziative già avviate, come “il provvedimento ora all’esame della conferenza unificata Stato-Regioni con le nuove modalità di selezione dei manager del Ssn”, o le “disposizioni in legge di Stabilità 2016 con l’obbligo di gare per l’acquisto di beni e servizi in sanità solo tramite Consip o centrali d’acquisto regionali”. Per la prima volta “sono state dettate anche per la sanità misure ad hoc finalizzate a ridurre il rischio – conclude – agendo non solo sulla parte repressiva, ma anche a monte, laddove si può formare la corruzione. Tavoli tematici  sono ora in corso per individuare ulteriori misure di trasparenza per gli acquisti in sanità, per i conflitti di interesse, per i rapporti con il privato accreditato, per la rotazione degli incarichi e altro”.