Gli anestesisti scrivono al ministro: “Con i tagli al personale, la garanzia dell’epidurale rimarrà solo sulla carta”

Con una lettera firmata da Alessandro Vergallo (presidente dell'Aaroi-Emac) al ministro della salute Lorenzin, in vista dell'incontro di domani, gli anestesisti rianimatori sottolineano le difficoltà del settore e chiedono di poter operare in regime di guardia

La garanzia dell’epidurale per tutte le donne è una promessa rimasta sulla carta dei Lea, ancora in corso di approvazione, e tale sarà destinata a restare se “le asfittiche dotazioni organiche degli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani continueranno ad essere decimate dal mancato turn-over”. A lanciare l’allarme è Alessandro Vergallo, presidente dell’Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica) in una lettera indirizza al ministro della salute Lorenzin, che oggi, in occasione della festa delle donne, ha rimarcato l’inserimento dell’epidurale nei nuovi Lea. Nei Lea l’analgesia epidurale “è stata, sin dalla loro ormai vetusta prima edizione, “isorisorse”, cioè con investimenti sulle assunzioni di personale pari a zero – spiega gli anestesisti rianimatori – e oggi, in virtù dei tagli al personale medico dell’area specialistica di anestesia e rianimazione, con disinvestimenti a saldo negativo”.
In occasione dell’incontro di domani della dirigenza medica e sanitaria con il ministro Lorenzin, programmato in vista dello sciopero nazionale dei medici del 17-18 marzo, gli anestesisti rianimatori ospedalieri, sperando di poter ottenere risposte concrete, presenteranno le loro richieste di categoria. Una fra tutte, la possibilità (più volte rimarcata) di poter prestare i loro servizi  in regime di guardia e non di pronta disponibilità, che “comporta inaccettabili ritardi ascrivibili a tale organizzazione del lavoro” sottolinea la lettera. Pur essendo state “più volte ignorate le nostre istanze continuiamo ad assicurare i nostri servigi anche nell’ambito della salute materna e neonatale ponendo innumerevoli pezze alle numerose falle del sistema di garanzia di tale salute”.  All’interno del percorso nascita” i medici specialisti in anestesia e rianimazione rivestono un ruolo fondamentale per quanto attiene alla sicurezza di tutti i punti nascita, in particolare per tutte le imprevedibili esigenze di parto cesareo, oltre che per le eventuali necessità di supporto rianimatorio dei neonati – sottolinea Vergallo – eppure non ci risulta un coinvolgimento in tale ambito né della scrivente Associazione che ne rappresenta sindacalmente oltre 10.000 (circa il 75%), né di alcuna Società Scientifica di categoria medico-specialistica”.