Impiantato a Brescia il primo defibrillatore cardiaco biventricolare compatibile con la risonanza magnetica

Un dispositivo sottocute innovativo, realizzato da Medtronic, applicato su un paziente 74enne agli Spedali Civili. Indicato per lo scompenso cardiaco, è compatibile con la risonanza a 1,5 e 3 Tesla in tutto il corpo

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Debutta in Italia un nuovo dispositivo impiantabile sottocute per lo scompenso cardiaco. È stato impiantato per la prima volta su un paziente degli Spedali Civili di Brescia un defibrillatore cardiaco biventricolare compatibile con la risonanza magnaetica a 1,5 e 3 Tesla in tutto il corpo. Lo annuncia in una nota Medtronic, l’azienda che lo ha realizzato. A effettuare l’impianto è stato Antonio Curnis, direttore dell’Aritmologia dell’ospedale bresciano. Nel mondo, ricorda l’azienda, a soffrire di scompenso cardiaco sono più di 22 milioni di persone, con un’incidenza pari a 2 milioni di casi l’anno. Solo in Italia, i pazienti sono 747mila.

“Abbiamo effettuato con successo l’impianto di questo nuovo defibrillatore biventricolare – spiega Curnis –  in un paziente maschio di 74 anni con cardiopatia dilatativa. Nonostante i dispositivi cardiaci impiantabili siano sempre meno invasivi e di facile applicazione, esiste ancora una percentuale di pazienti non responders, ovvero che non riescono a  beneficiare appieno della terapia con defibrillatore biventricolare. Fino ad oggi il medico doveva ricercare con difficoltà la causa di questa mancata risposta clinica modificando manualmente i diversi parametri del dispositivo impiantato. Con la tecnologia utilizzata oggi  i parametri della stimolazione vengono invece adeguati automaticamente e costantemente sulla base delle condizioni del paziente.”

La sfida raccolta da Metronic con l’introduzione di questa novità – sottolinea l’azienda – è, come definito nell’ Expert Consensus Statement on CRT EHRA/HRS (raccomandazioni internazionali sul trattamento dei pazienti affetti da scompenso cardiaco), quella di “massimizzare il numero di pazienti che beneficiano appieno dei vantaggi della terapia di resincronizzazione cardiaca”.

La seconda novità risiede nel fatto che i pazienti impiantati, benché portatori di un dispositivo medico impiantabile, potranno sottoporsi, se necessario, all’esame di risonanza magnetica su tutti i distretti del corpo, anche con nuova tecnologia di campo magnetico a 3 Tesla per ambiti diagnostici complessi. Tale possibilità era fino ad oggi preclusa ai portatori di defibrillatore impiantabile biventricolare. “Si stima che il 40% dei pazienti con defibrillatore cardiaco dovrà sottoporsi, entro 4 anni dall’impianto, a un’indagine di risonanza magnetica, esame clinico diventato ormai fondamentale per la corretta diagnosi di molte patologie” – spiega Maurizio Lunati, direttore della Cardiologia 3 Elettrostimolazione dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, dove a breve è previsto l’impianto del nuovo dispositivo. – “Rispetto ai precedenti defibrillatori, la nuova tecnologia consente al paziente di accedere alle indagini di risonanza magnetica e, pertanto, permette di fare una diagnosi appropriata di  eventuali condizioni patologiche potenzialmente letali.”

La terapia con dispositivo biventricolare – conclude Medtronic – si è dimostrata “efficace nel ridurre in maniera significativa mortalità e ospedalizzazioni per scompenso cardiaco, entrando in linea guida in Classe di indicazione IA”.