Aumentano i casi di morbillo in Ue, ma in Italia è controtendenza

Obiettivo ancora lontano l’eradicazione di morbillo e rosolia in Europa, con quasi 4mila nuovi casi e 2200 rispettivamente nel 2015. L’Italia si posiziona al terzo posto con il numero di casi in diminuzione

Sono stati quasi 4mila i casi di morbillo registrati in Europa dal primo gennaio al 31 dicembre 2015 secondo quanto emerge dal rapporto annuale dell’European Center for Diseaes Control (Ecdc). Tra tutti i casi è stato segnalato anche il decesso per morbillo di un bambino di 19 mesi, e sei casi di di encefalite acuta grave. Non da meno la rosolia, con i quasi 2200 casi registrati nello stesso periodo, la maggioranza dei quali, 2029, in Polonia. Nel dettaglio l’agenzia europea ha censito 3969 casi di morbillo, in leggero aumento rispetto ai 3616 del 2014. Il 61% di questi, quasi 2500, sono stati segnalati in Germania, dove si è verificato anche il decesso. Per l’Italia, che nell’edizione relativa al 2014 del rapporto era al primo posto con oltre 1600 segnalazioni, sono stati censiti 247 casi, corrispondenti a 4,1 per milione, meno anche di Francia (364) e Austria (300). Nell’85% dei pazienti di cui si conosce lo status non era presente la vaccinazione contro il morbillo. Il più alto tasso di notifiche di nuovi casi riguarda i bambini al di sotto di un anno, circa 55 per milione, seguiti da quelli tra 1 e 4 anni. Per quanto riguarda la rosolia, l’Italia è terza, con 38 casi, dietro alla Germania con 90. Questi numeri, sottolinea il documento, certificano che l’obiettivo di eradicazione di entrambe le malattie, fissato a un caso per milione di abitanti, è ancora lontano. “Per raggiungerlo è necessario aumentare le coperture vaccinali, chiudendo eventuali falle nei bambini ma anche in adolescenti e adulti. Questo è importante perché focolai di individui suscettibili esistono ancora in tutti i paesi, anche dove le coperture sono alte”.