Patto per la Salute, Assobiomedica: affrontare tutte le criticità del Ssn rimaste “in sospeso”

L’associazione delle aziende produttrici di medical device plaude alla riapertura del tavolo sulle risorse umane della sanità, ma chiede che “si riprendano tutti i temi”. A partire dalle “misure inappropriate che paralizzano il settore”

Il tavolo ministero-Regioni-sindacati sull’articolo 22 del Patto per la Salute è ripartito. Ed è una buona notizia. Ma il Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha bisogno che la politica si occupi, oltreché della importante valorizzazione delle risorse umane, di tutti “i temi rimasti in sospeso”. È questo, in sintesi, il messaggio che arriva da Assobiomedica -l’associazione di Confindustria che riunisce le aziende produttrici di dispositivi medici – dopo l’incontro di ieri al ministero della Salute che ha sancito la riattivazione del tavolo di confronto sul personale Ssn. Per l’associazione è necessario risolvere “anche la altre criticità che hanno portato oggi al deterioramento del servizio sanitario” poiché senza “una riorganizzazione dell’intero sistema di assistenza e senza una politica che valorizzi la filiera della salute, il rischio è che il nostro Ssn non si risollevi”.

“Se l’industria del settore viene paralizzata da misure inappropriate che frenano lo sviluppo –  si legge in una nota di Assobiomedica – ci chiediamo come possa essere rilanciata e garantita la formazione in medicina. Inoltre, i tanti aspetti del Patto per la Salute lasciati in sospeso, oltre a quelli dell’articolo 22, dovrebbero essere affrontati con urgenza per rimettere in moto la nostra Sanità e ridare fiducia a tutti gli attori del sistema, in primis i cittadini”.

Secondo il presidente dell’associazione, Luigi Boggio, è arrivato il momento di “iniziative appropriate di risparmio e di rilancio” per filiera della salute e di “accentrare numerose materie sul piano nazionale per garantire uniformità sull’intero territorio ed evitare sprechi”. Ma anche di avviare “una profonda riorganizzazione del sistema ospedaliero, introdurre iniziative di prevenzione delle infezioni ospedaliere, sviluppare in tempi brevi un sistema di assistenza territoriale e domiciliare, introdurre percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali per specifiche patologie, garantire ai cittadini l’accesso a dispositivi innovativi e di qualità che tengano conto delle specifiche esigenze di pazienti e operatori medico-sanitari”.

Per quanto riguarda le imprese del settore, Boggio sottolinea “la crisi inarrestabile, da un calo del fatturato del 3% nel secondo semestre 2015 e causata dalle spending review, dalle gare centralizzate al massimo ribasso e dalla spada di Damocle del payback” che costringono le aziende ad “accantonare risorse che si sarebbero potute investire in formazione medica e ricerca”.