Parto sicuro e indolore, servono più anestesisti rianimatori in ospedale

A sostenerlo è il sindacato Aaroi-Emac con una petizione online indirizzata al Governo. E al ministro Lorenzin, in merito ai nuovi Lea, i camici bianchi chiedono: “Come si può garantire la partoanalgesia a costo zero senza colmare le asfittiche dotazioni organiche degli anestesisti negli ospedali italiani?”

Senza un numero adeguato di medici anestesisti rianimatori, gli ospedali italiani non possono garantire un parto sicuro e indolore alle future mamme. È il messaggio che il sindacato dei camici bianchi Aaroi-Emac manda alla politica, lanciando una petizione online rivolta al premier Matteo Renzi e ai ministri della Salute e dell’Economia. “Per l’analgesia del parto è urgente assumere i medici anestesisti rianimatori”, è il titolo dell’iniziativa che fa seguito a una lettera – rimasta senza risposta, fa sapere il sindacato – indirizzata alla titolare del dicastero della Salute, Beatrice Lorenzin, lo scorso 8 marzo. “Nel percorso nascita – si legge nella petizione – i medici specialisti in anestesia e rianimazione rivestono un ruolo fondamentale per quanto attiene alla sicurezza, in particolare per il “parto indolore”, per tutte le imprevedibili esigenze di parto cesareo, oltre che per le eventuali necessità di supporto rianimatorio dei neonati”.

In un’altra missiva, diffusa oggi, l’Aaroi-Emac interroga il ministro sulla partoanalgesia “isorisorse” prevista dai nuovi Livelli essenziali di assistenza che sarebbero pronti per l’ok del Mef. “Ci permettiamo di supporre – scrive il sindacato – che una parte di tali risorse sarà destinato a colmare le ben note asfittiche dotazioni organiche degli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, senza i quali, peraltro sulla base di Lea per i quali la partoanalgesia dovrebbe essere garantita ovunque “a costo zero”, l’intero Servizio sanitario italiano non potrebbe funzionare”.

Nella stessa lettera, il sindacato segnala anche un’iniziativa apparsa sul sito web di uno studio legale specializzato in malpractice.  «Si tratta di un’iniziativa dal titolo “Risarcimento per Errori nell’Anestesia durante il Travaglio e il Parto” che ci riguarda in modo particolarmente preoccupante, soprattutto in riferimento alla partoanalgesia eseguita in condizioni di inadeguate caratteristiche strutturali, organizzative, e con personale insufficiente a tal fine. Evidentemente, c’è chi, invece, si sta organizzando molto bene per istigare alla denuncia facile, pur dimostrando una ridicola, se non fosse tragica, ignoranza tecnica in materia, rivelata da numerosi dettagli, ad iniziare dal titolo”, conclude l’Aaroi-Emac.

La petizione

La lettera al ministro