Plasmaderivati: CSL Behring si aggiudica la prima gara per la lavorazione dopo l’apertura del mercato

Con il nuovo fornitore previsti risparmi pari a 120 milioni di euro a livello di accordo interregionale e di oltre 50 milioni per il solo Veneto nel periodo massimo di durata della gara (7,5 anni). Capofila dell'accordo interregionale è stato il Veneto

plasma

Si parte. La prima gara per la produzione, lo stoccaggio e la consegna di farmaci emoderivati – dopo l’apertura del mercato sancita dalla firma del decreto ministeriale del 5 dicembre 2014 (Gu del 7 aprile 2015) – è stata aggiudicata in via definitiva. A renderlo noto è un comunicato della Regione Veneto, capofila dell’accordo interregionale, che ha determinato la chiusura della gara con decreto del dirigente del Coordinamento acquisti per la Sanità (Cras), la stazione appaltante della Regione.

L’azienda vincitrice (CSL Behring) si è così aggiudicata la lavorazione industriale del plasma prodotto dalle strutture trasfusionali delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, Province Autonome di Trento e di Bolzano. “Rispetto alle condizioni in essere con l’attuale fornitore del servizio di lavorazione- si legge nel comunicato regionale –  il vantaggio economico (inteso quale sommatoria dello scostamento rispetto alla base d’asta, rese di lavorazione e fornitura di ulteriori medicinali plasmaderivati oltre a quelli obbligatori) è stato molto consistente risultando pari, nel periodo massimo di durata della gara (7,5 anni), a 120 milioni di euro a livello di accordo interregionale e di oltre 50 milioni di euro per il solo Veneto”.

La lavorazione industriale del plasma raccolto dai centri regionali è finalizzata alla produzione dei plasmaderivati (albumina, immunoglobuline endovena aspecifiche, fattore VIII, etc.), farmaci salva-vita utilizzati per il trattamento di malattie rare come l’emofilia di tipo A e B, per le patologie emorragiche e le immunodeficienze primarie, la profilassi di gravi infezioni nei pazienti trapiantati e come sostituti di alcune componenti del sangue in persone con carenze congenite.

Finora la lavorazione nazionale del plasma raccolto in Italia avveniva all’interno del monopolio previsto dalla precedente normativa nazionale. Grazie al decreto ministeriale del 5 dicembre 2014, la produzione regionale è stata aperta alla concorrenza (al tema abbiamo dedicato un servizio sul numero di marzo di AboutPharma and Medical Devices –  136), ampliando la possibilità delle amministrazioni regionali di stipulare convenzioni anche con aziende operanti sul territorio europeo. Oltre al precedente fornitore nazionale (Kedrion), sono stati quindi autorizzati dal decreto altri quattro produttori globali  (Baxter, Grifols, Csl Behring e Octapharma).

 

IL DECRETO DI AGGIUDICAZIONE