Start-up: il progetto Bioupper premia i tre progetti vincitori

Un sistema computerizzato per gli specialisti vascolari, uno spray nasale anti-raffreddore e un sistema con materiali brevettati e 3D print per produrre medicazioni per ferite. Ecco i premiati, con un voucher da 50mila euro, della prima edizione dell'iniziativa di Novartis, Fondazione Cariplo e PoliHub

Compito per nulla facile, quello della giuria d’eccellenza della prima edizione del progetto Bioupper, che oggi ha dovuto selezionare i tre vincitori dei dieci progetti arrivati nella fase finale. Partita a settembre del 2015, Bioupper è l’iniziativa a sostegno dei giovani talenti che vogliono creare una start-up nel settore delle scienze della vita, promossa da Novartis e Fondazione Cariplo in collaborazione con PoliHub (incubatore della Fondazione Politecnico di Milano) e con la validazione scientifica di Humanitas. Il progetto si è svolto in tre fasi: la prima fase di application, conclusasi il 20 novembre, che ha raccolto 118 candidature; seguita da una fase di training, della durata di una settimana, a cui hanno avuto accesso le venti migliori proposte, con lo scopo di convertire la propria idea in un modello di business e infine un programma di accelerazione di due mesi, strutturato in base alle esigenze dei dieci progetti scelti da una giuria in seguito a una sessione di elevator pitch.

EVARplanning, Panoxyvir e Wrap sono stati i tre progetti vincitori, selezionati oggi, che si sono aggiudicati un voucher da 50 mila euro ciascuno, da utilizzare per lo sviluppo del proprio progetto imprenditoriale. Progetto lombardo del settore dei digital devices, EVARplanning è un sistema computerizzato innovativo, destinato agli specialisti vascolari, per la pianificazione e il rendering dell’impianto endo-protesico dell’aorta. Utilizza materiali brevettati e la tecnologia 3D print, il progetto emiliano Wrap, wound repair active print: una sorta di cerotto, stampato in 3D, formato da un materiale brevettato a base di chitosano o multipolimero, indicato in particolar modo per le ulcere dei pazienti affetti da diabete, ma efficace nel trattamento di tutte le ferite croniche o chirurgiche. Rispetto i materiali tradizionali, favorirebbe la guarigione della ferita in meno tempo e con risparmi notevoli sia sociali che economici. Infine è salito sul podio anche Panoxyvir,  uno spray nasale antivirale in grado di prevenire e curare il raffreddore comune mediante l’uso di ossisteroli, molecole fisiologiche derivate dall’ossidazione enzimatica del colesterolo.

Non meno interessanti sono state le altre idee presentata nel pitch di oggi. One4Two, del settore biotech, arriva dalla regione Campania. Il progetto, presentato da tre donne, si basa su un nuovo kit diagnostico, per laboratori, che permette di identificare con un solo campione di sangue e in un solo step analitico, le varianti genetiche e cromosomiche correlate all’infertilità di coppia. Al momento rappresenterebbe la soluzione più rapida per questo tipo di diagnosi. Sempre del settore biotech, ma proveniente dalla Liguria, FluoMagneto, un progetto che offre un’alternativa alla chemioterapia classica nel trattamento del tumori solidi. Si tratta di un sistema intelligente di rilascio del farmaco che utilizza le nanopaticelle magnetiche, per liberare il farmaco direttamente nel sito tumorale, sotto l’azione di un campo magnetico alternato. Offre meno tossicità rispetto alle terapie tradizionali con un notevole risparmio sanitario, per via dei minori effetti collaterali. Beating heart on a chip, o Beat, uno dei tre progetti lombardi in corsa, sempre categoria biotech. Si tratta di un dispositivo, in grado di generare microtessuti cardiaci umani, utilizzati per valutare la cardiotossicità dei farmaci in vi di sviluppo. Il device permetterebbe di scremare già nelle prime fasi di ricerca, i farmaci che presentano questo tipo di problemi, riducendo in tal modo i costi sostenuti dalla aziende farmaceutiche per lo sviluppo dei medicinali. Oltre a questo utilizzo nella fase preclinica in vitro, il dispositivo potrebbe essere usato nella fase in-vivo, come modello di studio alternativo agli animali. Utile per lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie personalizzate, anche il progetto veneto uSTEM, una tecnologia in grado di generare cellule staminali paziente specifiche. Favorisce la personalizzazione anche il dispositivo Math2Ward, una piattaforma che si avvale di specifici algoritmi matematici per offrire in tempo reale a cardiologi e chirurghi cardiovascolari una valutazione “patient specifica” del rischio di rottura dell’aneurisma dell’aorta addominale e un’indicazione dei device da utilizzare in caso di intervento. Ultimi due dispositivi in gara sono stati: BrainControl, un device che consente a pazienti con disabilità fisiche e di comunicazione di controllare,mediante una brain-Computer interface, gli strumenti di tecnologie assistive quali dispositivi domotici e carrozzine elettriche;  SIENA Imaging, un servizio di analisi centralizzata di immagini di risonanza magnetica cerebrale, che offre a neurologi e neuro-radiologi accurati biomarkers di danno cerebrale, sia diffuso che focale.

“Il nostro impegno non si ferma certamente qui – assicura Guido Guidi, head of Region Europe di Novartis Pharma – ma proseguirà nei mesi a venire accompagnando i vincitori nelle prossime fasi  prima del go-to-market”. – .