Disabilità, al Senato un ddl per il riconoscimento giuridico dei caregiver familiari

Le legislazioni di molti Paesi europei prevedono tutele per chi assiste un familiare disabile. In Italia, invece, non c’è ancora un riconoscimento per queste figure

I caregiver familiari che assistono quotidianamente persone con disabilità non hanno ancora cittadinanza nell’ordinamento italiano. Manca un riconoscimento giuridico, a differenza di altri Paesi europei dove sono previste specifiche tutele (vacanza assistenziale, benefici economici, contributi previdenziali ecc…). Per rispondere a questa necessità, sarà presentato domani in Senato un ddl – a prima firma Laura Bignami (Gruppo Misto) – finalizzato a “riconoscere e tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari e a riconoscere il valore sociale ed economico per la collettività”.

Più nel dettaglio, il ddl punta a introdurre “il riconoscimento della qualifica di caregiver familiari a coloro i quali in ambito domestico si prendono cura, a titolo gratuito, di un familiare o di un affine entro il secondo grado che risulti convivente ovvero di un minore dato in affidamento, che a causa di una malattia o disabilità necessita di assistenza continua, per almeno 54 ore settimanali”.

Quattro i punti cardine della proposta della senatrice Bignami. Il primo riguarda la previdenza: si punta a riconoscere la “copertura di contributi figurativi, equiparati almeno a quelli da lavoro domestico, a carico dello Stato per il periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto in costanza di convivenza, a decorrere dal momento del riconoscimento di handicap grave del familiare assistito. Tali contributi si sommano a quelli eventualmente già versati per attività lavorative, al fine di consentire l’accesso al pensionamento anticipato al maturare dei trenta anni di contributi totali”. Il secondo è la tutela della salute: “Sono riconosciute le tutele previste per le malattie professionali ovvero per le tecnopatie riconosciute ai sensi delle tabelle allegate al testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul avoro e le malattie professionali”. Il terzo, la tutela assicurativa: “E’ prevista la copertura assicurativa a carico dello Stato con rimborso delle spese sostenute per la vacanza assistenziale nei periodi di impossibilità di prestare il lavoro di cura da parte dello stesso caregiver familiare, durante i periodi di malattia o infermità certificati, a tutela del suo diritto alla salute”. Infine, il ddl guarda alla tutela del lavoro e del reddito: “Il caregiver familiare è equiparato ai soggetti beneficiari della legge 12 marzo 1999, n. 68, ai fini del riconoscimento del diritto al lavoro. Tale diritto deve essere garantito, su richiesta del lavoratore caregiver, anche utilizzando la modalità del telelavoro, con l’obbligo per il datore di lavoro di consentire il passaggio a mansioni che si prestinoa tale modalità”.