Big Pharma punta sulla trasparenza: online i dati sui pagamenti a medici e strutture

Il Disclosure Code di Efpia, recepito anche in Italia, prevede entro giugno la pubblicazione in rete di tutte le transazioni economiche. Scaccabarozzi (Farmindustria) parla di “svolta epocale”. E sui medici, i quali possono appellarsi alla Privacy: “Stiamo registrando un consenso molto ampio”

Addio segreti sui rapporti economici fra medici e industria farmaceutica. Da giugno 2016 cambia tutto: entro la fine del mese le aziende pubblicheranno online i dati relativi ai cosiddetti “trasferimenti di valore” di cui hanno beneficiato i medici e strutture nel corso del 2015. Se i camici bianchi hanno dato l’autorizzazione, ovviamente. Lo stabilisce il Codice sulla trasparenza (Disclosure Code) dell’European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (Efpia), che riunisce aziende e associazioni di categoria di tutto il Vecchio Continente. In Italia, il Disclosure Code è stato recepito con l’aggiornamento del Codice deontologico di Farmindustria, la “voce” di circa 200 aziende del settore. Entro il 30 giugno, in ben 33 Paesi europei, la aziende dovranno provvedere a rendere disponibili informazioni sui contributi economici erogati per partecipazione a convegni, comitati consultivi o attività di consulenza. Per ogni medico sarà visibile l’importo trasferimento erogato nel 2015, il nome della struttura a cui afferisce e la categoria in cui rientra il contributo (convegni, consulenze ecc…). A questi dati, si aggiungeranno quelli relativi alle sovvenzioni per Ricerca & Sviluppo che saranno pubblicate in aggregato, come stabilito da norme già esistenti.

Secondo Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, siamo di fronte a una “svolta epocale”: “Negli Stati Uniti e in Francia – ha spiegato oggi nel corso di un incontro a Roma – è un obbligo di legge, noi invece abbiamo anticipato la legge, recependo integralmente nel nostro Codice deontologico le indicazioni di Efpia”. Parte, dunque, una “operazione trasparenza” senza precedenti che ha fra gli obiettivi quello di rendere più limpido il rapporto fra industria e professionisti del settore pubblico e di “rispondere sempre meglio alle crescenti aspettative di trasparenza” delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Un atto contro “la cultura del sospetto”, spiega Scaccabarozzi, ma anche a tutela del “rapporto vitale tra industria e medici, ovvero un trasferimento di valore scientifico che è bilaterale e fornisce informazioni preziose per la ricerca”.

L’iniziativa delle industrie si scontra prevedibilmente con i paletti delle norme sulla privacy: le aziende devono informare i professionisti sull’intenzione di pubblicare i dati e i medici hanno il diritto di negare il consenso. Se questo avviene, i dati saranno pubblicati in forma aggregata, cioè indicando il numero di professionisti che hanno scelto il diniego e una somma totale dei contributi. “Stiamo riscontrando una risposta molta positiva nella classe medica”, spiega Scaccabarozzi, sottolineando che in è corso una proficua collaborazione con le organizzazioni di categoria. “Credo arriveremo a percentuali di consenso molto elevate”, ribadisce il presidente di Farmindustria, confidando sul fatto che “la stragrande maggioranza dei medici sarà d’accordo”.

L’operazione trasparenza riguarderà anche i contributi destinati direttamente a strutture sanitarie, enti e società scientifiche.  Resteranno escluse, invece, le erogazioni verso altri soggetti come associazioni non mediche, sulle quali – tra l’altro – diverse aziende già da tempo hanno adottato politiche di trasparenza.

IL CODICE EFPIA

IL CODICE DEONTOLOGICO DI FARMINDUSTRIA