Nasce la Scuola di Alta Formazione in Oncofertilità

L'obiettivo è offrire la giusta informazione alle donne e agli uomini con malattia oncologica sulla preservazione della fertilità

Nei Paesi occidentali solo il 4% delle donne con malattia oncologica usufruisce di una valutazione specialistica della fertilità prima di iniziare le cure. Per diffondere l’informazione su una tematica dirompente per i giovani pazienti che hanno vissuto l’esperienza di un tumore, per assisterli e accompagnarli nel delicato percorso della preservazione della fertilità, nasce la Scuola di Alta Formazione in Oncofertilità, la prima in Italia, diretta da Mariavita Ciccarone, ginecologa dell’ospedale San Carlo di Nancy di Roma, e da Paolo Marchetti, dirttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia medica dell’azienda ospedaliera Sant’Andrea, Sapienza Università di Roma.

L’iniziativa è resa possibile grazie a una donazione liberale di Merck&Co. tramite la sua consociata italiana Msd.

“Una comunicazione tempestiva ai pazienti, in special modo alle donne, è fondamentale. Per questo – dichiara Mariavita Ciccarone – lo scopo principale della Scuola di Alta Formazione sarà quello di fornire ai medici le conoscenze necessarie per informare i pazienti, soprattutto le giovani donne e le bambine, che dal cancro si può guarire ma che è importante, prima di tutto, preservare la capacità riproduttiva per avere la possibilità, dopo la malattia, di mettere al mondo un figlio”.

Sono numerose le opzioni che permettono di preservare la fertilità nelle donne e negli uomini che affrontano l’esperienza del tumore. Diventa, dunque, prioritario che i Centri di oncologia che si occupano dell’età fertile abbiano uno specialista dedicato e in grado di organizzare un percorso specifico per ciascuna paziente in base all’età, alla patologia e alle cure oncologiche programmate. “La figura dell’oncologo riveste un ruolo fondamentale – spiega Paolo Marchetti – non solo ci spetta informare dettagliatamente soprattutto la donna sull’opportunità di preservare la fertilità e la possibilità di diventare madre dopo la malattia, ma di scegliere insieme ai pazienti la migliore opzione possibile. L’importanza della Scuola sta proprio nel mettere in campo tutta la comunicazione necessaria, attraverso i medici e gli operatori sanitari per arrivare a tutti i giovani pazienti e alla gente comune”.

La Scuola di Alta Formazione in Oncofertilità, che i promotori auspicano possa diventare permanente, è rivolta ai medici e agli operatori sanitari. Prevede un corso di un anno articolato in tre giorni, con due moduli teorici e un modulo pratico di 20 ore ciascuno, e la partecipazione di 15 medici selezionati per divulgare le nuove frontiere nel campo dell’oncofertilità. Il corso si ripeterà nei mesi di giugno e settembre 2016.