Via libera Ce per afatinib nel carcinoma polmonare a cellule squamose

Nuova indicazione per l'inibitore di Boehringer Ingelheim: ora è raccomandato in Europa anche nei pazienti con malattia avanzata in progressione durante o dopo chemioterapia a base di platino

Via libera della Commissione europea per la commercializzazione di afatinib, inibitore sviluppato da Boehringer Ingelheim, come  terapia per pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose (SqCC) avanzato in progressione durante o dopo chemioterapia a base di platino. Il Comitato di valutazione per i farmaci per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) aveva espresso parere favorevole all’approvazione un mese fa.  La richiesta di approvazione inoltrata all’autorità regolatoria della Ue si è basata sui risultati dello studio di confronto diretto LUX-Lung 8 con erlotinib in pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose in progressione durante o dopo chemioterapia di prima linea.

Il farmaco è già approvato in Europa  come terapia di prima  linea in pazienti adulti naïve al trattamento con inibitori di tirosin chinasi con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) avanzato positivo per mutazioni Egfr (recettore del fattore di crescita dell’epidermide).

“Ultimamente sono stati compiuti alcuni importanti progressi nella terapia del carcinoma polmonare a cellule squamose – ha commentato Mehdi Shahidi, responsabile medico, Oncologia, Tumori Solidi dell’azienda tedesca – ma la somministrazione endovenosa e le conseguenti frequenti visite in ospedale possono essere difficili da affrontare per pazienti spesso provati dalla malattia. In questa situazione, confortati dalle importanti evidenze ottenute in uno studio internazionale di Fase III di confronto diretto, siamo soddisfatti di poter offrire in Europa un’ opzione terapeutica orale efficace per i pazienti colpiti da questo tipo di tumore polmonare”.