Adroterapia oncologica: Cnao Pavia, bilancio preliminare positivo per oltre 800 pazienti

La Fondazione è uno dei 5 centri al mondo in grado di effettuare il trattamento con protoni e ioni carbonio.Presentati i dati relativi a cinque anni di attività: protocolli per 23 tipi di tumore inoperabili e non rispondenti alla tradizionale terapia a Raggi X; percentuale di successi tra il 70% e il 90%.

adroterapia oncologica

Ottocentoventotto pazienti trattati in cinque anni di attività con una quota di risultati positivi che oscillano tipologie di tumore dal 70% al 90% dei casi. Questo il bilancio preliminare sull’efficacia dell’adroterapia in alcuni tumori,come emerge dai dati presentati oggi dal Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia (Cnao) – Fondazione privata senza scopo di lucro istituita dalla Salute nel 2001  e in attività dal 2011 – uno dei 5 centri al mondo in grado di effettuare l’adroterapia con protoni e ioni carbonio.

L’adroterapia è una tecnica oncologica innovativa utilizzata per curare i tumori che non rispondono alla tradizionale radioterapia ai raggi X e non sono operabili perché troppo vicini a organi o tessuti sensibili, che prevede l’utilizzo di fasci di particelle, protoni e ioni carbonio capaci di colpire in modo mirato e preciso le cellule tumorali, preservando i tessuti sani: a oggi sono 23 i protocolli clinici che il Cnao è autorizzato a trattare con l’adroterapia, che corrispondono a forme di cancro resistenti alla radioterapia tradizionale e non operabili chirurgicamente. I risultati clinici presentati oggi a Pavia riguardano una parte delle tipologie di cancro trattate al Cnao, quelle per cui sono stati trattati il maggior numero di pazienti: il periodo di osservazione è infatti ancora molto breve (1-5 anni) e  i pazienti stanno ancora effettuando visite di controllo periodiche al Cnao per monitorare le loro condizioni di salute.

Dalla casistica illustrata oggi è emerso che tra le patologie trattate figurano cordomi e condrosarcomi della base cranica, tumori resistenti alla radioterapia ai raggi X e difficilmente operabili in modo radicale: i pazienti seguiti dal Cnao sono 120  e l’adroterapia si è rivelata efficace nel fermare la malattia nel 90% dei casi. Cnao ha inoltre trattato 84 pazienti colpiti da tumori adenoidocistici delle ghiandole salivari, patologie contro cui radioterapia e chemioterapia hanno scarsa efficacia riuscendo a bloccare la malattia nell’80% dei casi. L’adroterapia è risultata anche efficace nel 75% dei  36 pazienti trattati al Cnao per cordomi sacrali.

I medici del Cnao stanno inoltre portando avanti l’attività clinica su altri tumori come quelli della prostata, del fegato e del retto e si preparano a trattare in futuro il cancro al pancreas: i dati sull’efficacia in questi casi sono in corso di elaborazione, visto che il numero di pazienti e il periodo di osservazione sono ancora esigui (36 casi), ma numeri sull’efficacia dell’adroterapia su questi tumori sono già disponibili nella letteratura scientifica internazionale. Una ricerca pubblicata a febbraio del 2015 su Lancet Oncology ha preso in esame 8mila pazienti trattati con adroterapia al National Institute of Radiological Sciences (NIRS) di Chiba in Giappone da cui è emerso  che l’adroterapia ha consentito di ottenere risultati clinici superiori, rispetto alle altre terapie come la radioterapia ai raggi X, in termini di sopravvivenza dei pazienti e di efficacia nella distruzione delle cellule tumorali e nel contrasto allo sviluppo di molti tumori: in particolare la sopravvivenza dei pazienti con forme avanzate di tumore al pancreas, trattati con adroterapia, è stata doppia rispetto ai migliori risultati ottenuti con la tradizionale radioterapia. Per il tumore alla prostata ad alto rischio l’adroterapia è risultata efficace nell’80% dei casi, meglio di ogni altro metodo cura disponibile.

Tra i progetti futuri della Fondazione, l’utilizzo della terapia anche sui tumori pediatrici  (tre i piccoli pazienti colpiti da rabdomiosarcoma dell’orbita, recidiva da medulloblastoma, un tumore cerebrale maligno e cordoma della base cranica, già seguiti con la formula delle “cure compassionevoli” in attesa che il CnaoO riceva la marcatura CE definitiva sul suo dispositivo medico) e su altre patologie che toccano aree delicate come i melanomi oculari.