Al via la settimana dell’immunizzazione, Italia indietro

Dal 24 al 30 aprile si svolgerà la settimana europea dell’immunizzazione: secondo l'Oms alcuni passi avanti sono stati fatti nell’ultimo anno ma molto resta da fare. Anche in paesi come l’Italia in cui le coperture vaccinali sono in calo o non adeguate

“Close the gap”. È il nome della settimana dell’immunizzazione europea 2016 (European Immunization Week, EIW), che si svolgerà dal 24 al 30 aprile, per promuove il messaggio centrale  che l’immunizzazione di ogni bambino è di vitale importanza per prevenire le malattie e proteggere la vita. Da qui lo slogan: prevenire, proteggere, immunizzare.  Obiettivo centrale è aumentare la copertura vaccinale diffondendo la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione tra genitori, caregivers, operatori sanitari, politici, decisori e media.

Nell’ultimo anno si sono registrati notevoli successi per i vaccini nel mondo, con una serie di traguardi raggiunti senza precedenti, come racconta l’Organizzazione mondiale dalle sanità (Oms). “Ci sono stati sviluppi eccezionali: gli obiettivi per l’introduzione di vaccini nuovi o sottoutilizzati sono in via di realizzazione in tutto il mondo, con 86 paesi a basso e medio reddito che hanno introdotto 128 vaccini dal 2010. Un promettente candidato vaccino contro Ebola è stato sviluppato e testato a tempo di record. L’Africa non ha avuto un solo caso di polio dall’agosto 2014, un traguardo enorme che rende la regione più prossima che mai ad essere dichiarata polio-free. L’India è stata dichiarata libera dal tetano materno e neonatale, una dimostrazione che eliminare una malattia è possibile anche in circostanze difficili. L’America è diventata la prima regione a eliminare rosolia e rosolia congenita”.

L’Oms ricorda inoltre come grazie alla vaccinazione ogni anno vengano evitate 2-3 milioni di morti, e che nonostante questo circa 18,1 milioni di bambini non ricevono neanche le immunizzazioni basilari. Per quanto riguarda l’Europa molto è stato fatto per eradicare morbillo e rosolia, e oggi non è molto lontano dal traguardo con 32 paesi che sono riusciti ad eradicare una o entrambe le malattie. Come Spagna e Gran Bretagna, che sono riusciti a eliminare il problema, ma anche stati più piccoli come Repubblica Ceca o la Slovenia, mentre altri, come l’Italia, restano nella lista dei “cattivi”.

In Italia infatti tutte le vaccinazioni sono in calo, ma il trend potrebbe essere invertito con il nuovo piano vaccinale, approvato dalle istituzioni e ora al vaglio delle Regioni. Sono state registrate buone coperture per le vaccinazioni “classiche”, come polio o tetano, anche se per la prima volta non è stata raggiunta la soglia ottimale del 95%, mentre vanno peggio morbillo rosolia e parotite e Hpv. In particolare per quanto riguarda la polio, la copertura media è stata del 94,7%. Molte regioni sono sopra la soglia del 95%, con Basilicata, Lazio, Molise, Calabria e Sardegna sopra il 96%, mentre la Provincia di Bolzano è ultima con l’88,8%, insieme alla Valle d’Aosta e il Veneto in fondo alla classifica. Molto simile la situazione per tetano, pertosse, difterite ed epatite B, con coperture medie intorno al 94,6%, mentre cala quella dell’Haemophilus Influentiae, scesa al 94,2%. Diversa la situazione per morbillo, rosolia e parotite il cui livello è molto più basso, arrivato all’86,6%. In questo caso la copertura maggiore è in Piemonte, Basilicata, Lombardia, Toscana e Umbria, sopra l’89%, mentre in Provincia di Bolzano, Valle d’Aosta e Marche non si supera l’82%, con il capoluogo altoatesino addirittura al 68,8%. Ancora più bassa la copertura per il meningococco C, protagonista negli ultimi mesi di diversi focolai soprattutto in Toscana, sceso nel 2014 al 74,9%. Mentre risulta dimezzata la vaccinazione contro il papillomavirus, che protegge da diversi tipi di tumore e che in Italia è offerta alle ragazze, con una copertura del 54,4% per la coorte delle nate nel 2002. La Toscana supera il 75% di copertura, unica in Italia, mentre la Provincia di Bolzano si ferma al 22,1% e la Sicilia al 30,1%. Arranca anche la vaccinazione antinfluenzale in Italia, con una coperture tra gli over 65, per cui è consigliata, che non raggiunge il 50%, e con la sola Umbria che supera il 60%.