Generici e biosimilari: il Parlamento Ue sottopone alla Commissione le misure “sblocca produzione”

Approvati dal Parlamento due emendamenti che chiedono alla Ce di adottare una deroga alla protezione brevettuale del certificato di protezione complementare (Spc) che consenta all'industria Ue di produrre per l’esportazione verso i Paesi nei quali l’Spc sia già scaduto o per lo stoccaggio in attesa della scadenza brevettuale

Una deroga, a certe condizioni e per certi fini, alla protezione brevettuale offerta dal certificato di protezione complementare (Spc). E’ quanto richiesto da due emendamenti al Rapporto della europarlamentare italiana Lara Comi sulla “Single Market Strategy” approvati dalla Commissione Mercato interno e protezione dei consumatori (Imco) del Parlamento europeo. La misura, chiesta alla Commissione europea, consentirebbe alle industrie europee dei generici e biosimilari di produrre per l’esportazione verso i Paesi nei quali l’Spc sia già scaduto, oppure per lo stoccaggio in attesa della scadenza brevettuale.“Si tratta di una misura che senza inficiare in alcun modo i diritti dei detentori dei certificati complementari di protezione, né richiedere sovvenzioni o sconti fiscali, potrebbe imprimere una netta accelerazione alla produzione industriale delle aziende europee del generico” ha dichiarato Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici.

Secondo le stime di un rapporto, realizzato dalla società di ricerche Nomisma, la misura potrebbe generare in Italia – prendendo in considerazione solo le molecole in scadenza di Spc tra il 2016 e il 2020 – un fatturato aggiuntivo da un minimo di 149 milioni di euro a un massimo di 543 milioni di euro, per una produzione addizionale dai 5 ai 18 milioni di unità. Ma il dato più rilevante, sottolinea il presidente di Assogenerici, riguarda l’occupazione: “la misura, che deve ora essere approvata dalla Commissione Ue, potrebbe creare dai 5.600 ai 20.400 nuovi posti di lavoro, tra le assunzioni dirette delle nostre aziende e l’indotto che si svilupperebbe”. Non solo, “una produzione basata localmente – prosegue Häusermann – permetterebbe ai generici di entrare più rapidamente in commercio nei paesi Ue alla scadenza del brevetto, con ulteriori risparmi, per i servizi sanitari, che la Commissione stessa ha stimato nel 20% circa della spesa attuale”. L’auspicio di Assogenerici è quindi di rapida e incondizionata adozione degli emendamenti da parte della Commissione Europea anche con il supporto del Governo italiano.