Visentin (Pfizer): “La determina Aifa sull’equivalenza terapeutica ammazza l’innovazione”

L'Ad di Pfizer Italia chiede una revisione della determina e della gestione della spesa ospedaliera e un maggiore supporto di Governo e regioni. L'assessore lombardo Gobbo annuncia entro l'autunno una legge su ricerca e innovazione e un Accordo per la ricerca per supportare le imprese che collaborano con centri e università

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Ritiro della recente determina Aifa sull’equivalenza terapeutica fra medicinali contenenti differenti principi attivi e riforma della governance della spesa farmaceutica ospedaliera. Sono le due misure prioritarie chieste a gran voce oggi da Massimo Visentin, amministratore delegato e presidente di Pfizer in Italia, alla presenza dell’assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation di Regione Lombardia, Luca Del Gobbo, in visita presso la sede milanese dell’azienda americana. Perché “una multinazionale come Pfizer possa rimanere in Italia e continuare a investire sul territorio – è l’appello di Visentin – abbiamo bisogno di segnali a livello nazionale e locale che il settore farmaceutico è considerato strategico. Per esserlo dobbiamo continuare a investire in innovazione e quest’ultima deve essere riconosciuta da Governo e regioni ma ciò non sta avvenendo”. Primo problema fra tutti, la gestione della spesa per i farmaci ospedalieri di cui è richiesta (da più parti) una revisione che permetta di superare la logica del tetto rigido, garantendo da una parte l’innovazione e gli investimenti delle aziende e dall’altro  un accesso omogeneo alle nuove terapie per i pazienti. “Lo stato mette a disposizione 3,5 miliardi di euro per i farmaci ospedalieri – spiega l’Ad di Pfizer – ma la domanda di farmaci supera di circa due miliardi quanto viene messo a disposizione. Chiediamo che questo gap venga chiuso con ulteriori risorse da parte dello Stato affinché i pazienti possano essere curati in Italia, senza bisogno di andare all’esterno, e un’azienda americana come la nostra possano continuare a rimanere (e investire) sul territorio”.  Un ulteriore punto critico è rappresentato dalla nuova determina Aifa sull’equivalenza terapeutica. Una misura che “ammazza l’innovazione – commenta l’amministratore – e che deve essere assolutamente ritirata dall’Aifa”. Infine un messaggio è stato rivolto anche alla Regione : “Vorremmo che la Lombardia si dimostrasse ancora più capofila in Italia con la previsione di percorsi agevolati una volta che i centri vengono arruolati nelle sperimentazioni cliniche”. Proprio nel capoluogo lombardo sono presenti tre dei sei centri di ricerca selezionati e inseriti dall’azienda nel programma internazionale Inspire (Investigator Networks, Sites Partnerships and Infrastructure for Research Excellence), un’iniziativa di partenariato  sviluppata con l’obiettivo di creare un network di centri clinici di eccellenza nel mondo che si sono distinti per qualità e affidabilità nello svolgere trials. Per la Lombardia, i tre centri selezionati sono l’Humanitas di Rozzano, Ieo e il San Raffaele di Milano.
Non è mancata la risposta della Regione che, a breve, potrebbe essere la prima amministrazione locale a dotarsi di una legge specifica sulla ricerca e l’innovazione. “Riteniamo che sia un tema strategico per la nostra regione. Contiamo di portare il testo in giunta entro l’estate – anticipa l’assessore  Gobbo – per avviare poi il percorso in commissione e finire l’iter in consiglio regionale entro l’autunno. La legge metterà a sistema tutti i temi aperti a riguardo, tra cui la valorizzazione del capitale umano”. Tra le misure in studio anticipate dall’assessore c’è la creazione di un dottorato in ricerca e innovazione che possa stabilire una connessione più sinergica e semplice tra mondo imprese e università e ricerca. Un’altra proposta in campo è la creazione di un’agenzia regionale sulla ricerca e innovazione che possa fare proposte, dare stimoli e avere una funzione anche di controllo. “Il nostro obiettivo è di costruire insieme al mondo della ricerca pubblica e privata un testo legislativo che renda protagonista chi è nel mondo della ricerca” spiega il rappresentante regionale. E per le imprese? “Oltre a questo testo – prosegue Gobbo – stiamo predisponendo un provvedimento che sarà approvato dalla giunta prima dell’estate che si chiamerà Accordo per la ricerca. Il provvedimento riguarderà tutte le imprese (indipendentemente dalle loro dimensioni) che insieme a università o centri di ricerca specializzati, presenteranno un progetto specifico per la ricerca e l’innovazione. Regione Lombardia sosterrà fino al 50% del progetto a fondo perduto – conclude l’assessore – con un contributo che varierà da circa due milioni a 5 milioni. Vogliamo sostenere le imprese che fanno ricerca e innovazione sul territorio”.