L’India concede il brevetto per Sofosbuvir alla Gilead

Dopo il rifiuto dello scorso anno dell'Ufficio Brevetti indiano per la registrazione del farmaco contro l’epatite C, la società americana ha ottenuto il brevetto anche in India, scatenando le proteste delle associazioni dei pazienti

Continua la “guerra” dei brevetti in India, con la Gilead Sciences che vince l’ultima battaglia e porta a casa l’approvazione per la protezione commerciale sul farmaco anti-epatite C Sovaldi (sofosbuvir). A gennaio dello scorso anno la società farmaceutica statunitense si era vista negare dall’Ufficio Brevetti indiano la registrazione del farmaco, aprendo di fatto la strada alle aziende locali produttrici di generici, che hanno potuto commercializzare una versione più economica dell’antivirale. La Gilead assicura che il brevetto non ostacolerà l’accesso al blockbuster, ma nonostante queste premesse la notizia ha scatenato le proteste di numerose associazioni di pazienti e di Medici senza frontiere (Msf), che hanno paura il brevetto possa limitare l’accesso dei pazienti al farmaco.

“Questa decisione è un duro colpo per il movimento a favore dell’accessibilità di sofosbuvir” spiega Leena Menghaney, capo di Medici senza frontiere in Asia del Sud, su Pharmafile. “C’è stata una forte pressione sul governo indiano per mitigare l’attività indipendente dell’ufficio brevetti, in modo che  le rivendicazioni dei brevetto siano concesse molto più facilmente alle imprese statunitensi. La decisione delle autorità locali indiane però non fermerà le aziende di generici indiane che stavano progettando di entrare nel mercato in maniera indipendente, non solo per rifornire i pazienti in India, ma anche quelli dei paesi a reddito medio, con un gran numero di persone affette da epatite C, a cui Gilead attualmente vieta di ricevere il farmaco prodotto sotto contratto di licenza”.

“Il riconoscimento della proprietà intellettuale è fondamentale per gli investimenti nel settore farmaceutico e questa nuova decisione sottolinea l’importanza dell’innovazione scientifica”, ha detto il portavoce di Gilead, Nick Francis. “Il nostro obiettivo è consentire l’accesso al farmaco al maggior numero di persone possibile, nel minor tempo. Nei Paesi in via di sviluppo i brevetti vengono visti come una barriera, ma riteniamo che, se usati in modo responsabile, non abbiano questo effetto, sostenendo un modello sostenibile di licenza generica volontaria per più di un decennio”.

“Questo programma permette la fabbricazione e la distribuzione di versioni generiche di alta qualità” ha concluso Francis. “La scelta dell’Ufficio brevetti indiano servirà a rafforzare ulteriormente il partenariato tra Gilead e l’industria manifatturiera indiana”.