Ricoveri, nei reparti di medicina interna il 23% riguarda pazienti con diabete

Una conferma dell’elevato rischio di complicanze e ospedalizzazione secondo i dati della Fadoi (Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti) che, al XXI Congresso Nazionale, ha presentato il documento “L’appropriatezza nella gestione dell’iperglicemia nel paziente ospedalizzato: schemi di orientamento”

Nei reparti di medicina interna degli ospedali italiani quasi un ricovero su quattro (23%) riguarda persone con diabete. Una conferma dell’elevato rischio di complicanze e ospedalizzazione per chi convive con la malattia che arriva dagli studi Fadoi Gemini e Fadoi Practice condotti dalla Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi). Il dato non sorprende: secondo l’Osservatorio ARNO 2015, la percentuale di ricovero ordinario è del 62% più alta tra le persone con diabete rispetto ai non diabetici.

“La malattia diabetica – commenta Andrea Fontanella, primario di Medicina Interna all’Ospedale Fatebenefratelli di Napoli e presidente eletto Fadoi –  incide significativamente sull’attività ospedaliera, non tanto come causa diretta del ricovero, quanto come condizione frequentemente associata alla malattia determinante il ricovero, poiché aumenta il rischio di complicanze e di mortalità e provoca allungamento della durata di degenza, che aumenta in media a 11,2 giorni in una persona con diabete rispetto ai 9,2 del paziente senza, col conseguente incremento dei costi, visto che una giornata di ricovero vale circa 750 euro”.

Da sabato scorso e fino a domani 17 maggio, i medici Fadoi sono riuniti a Roma per il XXI Congresso nazionale della Federazione. Oggi, nell’ambito del simposio “Diabete in ospedale: sfide ed opportunità per la Medicina Interna” – organizzato con il sostegno non condizionato di Novo Nordisk – è stato presentato il documento  “L’appropriatezza nella gestione dell’iperglicemia nel paziente ospedalizzato: schemi di orientamento”.

“In caso di diabete associato a patologie acute in ospedale, la complessità del ricovero impone la definizione e l’applicazione di processi clinici e gestionali strutturati, allo scopo di arrivare a una presa in carico più appropriata del paziente durante l’ospedalizzazione”, spiega Fontanella. Per questo Fadoi ha messo a punto un documento che evidenzia le pratiche cliniche, diagnostiche e terapeutiche più appropriate in ogni fase del ricovero della persona con diabete, dall’accesso alla dimissione, a partire “dalla definizione degli obiettivi glicemici e della terapia insulinica sia nei pazienti critici e non critici che in quelli in terapia cortisonica o che devono sottoporsi ad intervento chirurgico, situazioni particolarmente critiche per il controllo glicemico”.

Il documento rappresenta una nuova tappa ulteriore tassello nel percorso che vede Fadoi impegnata negli ultimi anni in studi epidemiologici e di intervento, come lo studio Fadoi-Diamond, e in programmi di formazione e educazione dedicati alla gestione del paziente diabetico ospedalizzato, come il progetto Clear. Lo studio Fadoi-Diamond, realizzato con il supporto non condizionato di Novo Nordisk, ha valutato la gestione nel mondo reale dei pazienti diabetici tipo 2 ricoverati nei reparti di Medicina interna in 53 ospedali italiani. “Si è sviluppato attraverso una prima indagine volta a valutare l’attitudine nella gestione dei pazienti con diabete di tipo 2 ricoverati nei reparti di Medicina interna, a cui ha fatto seguito un programma educazionale presso i centri partecipanti, con contenuti definiti sulla base delle linee guida e dei principali orientamenti in termini di standard di cura internazionali. Dopo la fase educazionale, una seconda indagine ne ha valutato gli effetti”, ha ricordato Fontanella ed “è stato uno dei migliori esempi di quello che mi piace definire il Modello Fadoi: formare per la ricerca e fare ricerca per formare.”

Tra i risultati più importanti dello studio educazionale si è riscontrato un aumento dell’impiego di insulina nella gestione del diabete in ospedale e un miglior rilievo dei dati antropometrici del paziente diabetico.