Esami di laboratorio, al via #InVitroVeritas: una campagna di informazione rivolta ai cittadini

Dal 15 giugno in circa 500 centri diagnostici italiani arriva un'iniziativa lanciata da Assobiomedica: attraverso le storie di quattro personaggi immaginari, un opuscolo spiega l'importanza degli esami e le innovazioni più recenti. Online un portale dedicato, video interattivi e una pagina Facebook

Giocando s’impara. Anche quando gli allievi sono cittadini-pazienti seduti nella sala d’attesa di un centro diagnostico e in cattedra salgono quattro personaggi immaginari assoldati per spiegare il valore delle analisi di laboratorio e delle più importanti innovazioni nel campo della diagnostica. È il senso della campagna #InVitroVeritas lanciata oggi a Roma da Assobiomedica, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di medical device.

Dal prossimo 15 giugno, circa 500 centri diagnostici italiani ospiteranno i materiali ludico-informativi della campagna che attraverso le storie di “Luca, Anna, Elena e Paolo” spiegheranno tutte le delicate funzioni della diagnostica di laboratorio: screening, diagnosi, terapia e monitoraggio di molte patologie. Un sito web dedicato all’iniziativa ospita video interattivi arricchiti da informazioni sulle patologie dei quattro personaggi e la campagna si avvale anche di una pagina Facebook e dell’hashtag #InVitroVeritas. A guidare sia il lettore dell’opuscolo che lo “spettatore” dei video educativi è un “genio” in camice bianco venuto fuori non da una lampada, come la più classica delle narrazioni, ma da una provetta. I video sono interattivi perché l’utente può scegliere percorsi diversi, fare scelte sulla propria salute – come rimandare un esame – e sperimentare le conseguenze positive o negative delle proprie decisioni.

Sono oltre 40mila i test diagnostici oggi esistenti e grazie ai loro risultati vengono prese il 70% delle decisioni cliniche. Dallo screening alla diagnosi, dalla terapia al monitoraggio l’analisi di campioni biologici quali i fluidi organici come sangue o tessuti raccolgono le informazioni necessarie per il medico per capire se esiste un problema di salute, qual è la malattia di cui si soffre, quindi la cura di cui c?è bisogno e il suo continuo monitoraggio fino alla guarigione.

Secondo Massimiliano Boggetti, presidente dell’associazione Assodiagnostici di Assobiomedica, “i test dovrebbe essere considerati, come in molti altri Paesi europei, un investimento per individuare terapie appropriate e sempre più personalizzate, riducendo i costi totali della sanità”. Tuttavia, secondo il presidente dell’associazione, in Italia mancherebbe la consapevolezza del valore della diagnostica in vitro in termini di innovazione, produzione e opportunità di prevenzione: “Siamo addirittura gli ultimi tra i Paesi Ocse – incalza Boggetti – per investimenti in prevenzione, a testimonianza del fatto che non viene percepito il valore strategico della diagnostica di laboratorio per la salute dei cittadini e per le politiche sanitarie”.

L’auspicio dell’associazione è che la campagna “contribuisca a sensibilizzare i cittadini sul valore di questo settore della medicina e le istituzioni nella definizione di percorsi che assicurino l’innovazione senza continui tagli o norme inappropriate, ma con l’obiettivo di sviluppare le migliori tecnologie che tengano conto dei benefici per i pazienti, la loro qualità di vita e le relative ricadute economiche per la società”.

Contro il “razionamento” del Servizio sanitario nazionale, frutto di tagli e spending review, si schiera anche Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale diritti del malato di Cittadinanzattiva, intervenendo alla presentazione della campagna. E soprattutto contro gli scarsi investimenti in prevenzione: “Bisogna sensibilizzare le istituzioni, si spende troppo poco per la prevenzione, a cui si riserva solo il 5% del Fondo sanitario nazionale, di cui però solo una parte viene effettivamente spesa e spesso non nel miglior modo possibile”.

Da Giulia Grillo – deputata del M5S e membro della Commissione Affari Sociali della Camera intervenuta alla presentazione della campagna – il plauso all’iniziativa #InVitroVeritas, ma anche un invito a considerare la comunicazione in ambito sanitario una priorità: “In Paesi come Svezia e Olanda si fanno grandi investimenti per campagne di comunicazione sui temi che riguardano la salute. Qui in Italia mi piacerebbe che il ministero della Salute uscisse dalla visione delle campagne comunicative tradizionali. Anche perché le informazioni sono sempre più complesse e i cittadini hanno bisogno di capire”.

Uno dei primi luoghi in cui i pazienti accedono a molte informazioni sulla sanità è lo studio del medico di famiglia. Qui, secondo Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), serve sicuramente “l’empowerment del cittadino”, ma anche “l’empowerment del medico” soprattutto per quanto riguarda i test diagnostici più innovativi. Infine, per non disorientare i pazienti, Milillo è convinto che ci sia bisogno di una “coerenza delle informazioni”. A cominciare da quella fra i contenuti delle campagne di sensibilizzazione e ciò che il medico fa e dice nel suo studio.