Farmaci biologici per l’asma, la battaglia fra le aziende è appena cominciata

Il mercato dei trattamenti iniettabili per l’asma grave si preannuncia come uno dei più promettenti per i prossimi anni. Per ora a contendersi la supremazia sono Glaxosmithkline con mepolizumab, già approvato lo scorso anno e AstraZeneca che dovrebbe entrare sul mercato nella seconda metà dell’anno con benralizumab

mieloma multiplo

La battaglia per la supremazia dei trattamenti iniettabili per l’asma è appena cominciata. A contendersela per ora GlaxoSmithKline (Gsk), già sul campo con l’anticorpo monoclonale mepolizumab (Nucala), e  AstraZeneca che giusto ieri ha annunciato i risultati positivi di uno studio di fase III su benralizumab, altro anticorpo monoclonale destinato, secondo la società inglese, a diventare best-in-class della categoria. AstraZeneca ha anche aggiunto che il prodotto dovrebbe arrivare sui mercati di Stati Uniti ed Europa, nella seconda metà dell’anno, non appena gli enti regolatori avranno dato il via libera. Senza dimenticare Cinqair, altro iniettabile  sviluppato da Teva e approvato nel mercato statunitense a marzo del 2016. Una lotta per un mercato che secondo le previsioni arriverà a coprire diversi milioni di dollari.

“L’arrivo dei farmaci biologici respiratori per il trattamento dell’asma severa è una vera e propria rivoluzione” come ha spiegato al Financial Times Tom Keith-Roach, capo del business respiratorio di AstraZeneca. “I vecchi prodotti trattano i sintomi della malattia mentre i nuovi agiscono sui processi biologici che vi stanno dietro”.

Secondo quanto riportato dalla stessa AstraZeneca, benralizumab nei due studi clinici pivotal Sirocco e Calima, ha ridotto significativamente rispetto al gruppo placebo, gli attacchi di asma grave. L’anticorpo di Gsk inoltre avrebbe maggiori vantaggi rispetto ai competitor, come ha spiegato Bing Yao, capo della divisione respiratorio di MedImmune, reparto di AstraZeneca, dedicato ai farmaci biologici, “perché più di altri è capace di agire direttamente contro le cellule dell’organismo responsabili dell’infiammazione delle vie respiratorie.

Gli investitori puntano soprattutto sul mercato dei farmaci oncologici, come riporta il Financial Times, ma secondo Keith-Roach anche i farmaci per l’apparato respiratorio potrebbero contribuire in larga parte a una nuova crescita di AstraZeneca. Soprattutto in seguito alla perdita di diversi brevetti, come quello del Crestor nel mese di maggio.

Secondo l’annalista della Ubs, Mark Belsey, i picchi di vendita dovrebbero raggiungere il miliardo di vendite l’anno, sottolineando come il mercato sia notevole, con il 7% degli adulti e il 9% dei bambini, che negli Stati Uniti soffre di asma, un quinto dei quali in una forma severa o incontrollata.