Farmaci innovativi, Roche restituirà al Ssn 51 mln di euro per il periodo 2012-2015

È la stima dell’azienda sugli effetti degli accordi negoziali stipulati con l’Agenzia italiana del farmaco. Dal 2007 al 2012 versati 63 milioni

Circa 51 milioni di euro. E’ la somma che Roche restituirà al Servizio sanitario dell’azienda, secondo una stima diffusa in questi giorni con una nota, in virtù degli accordi negoziali con l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sui farmaci innovativi per il periodo 2012-2015. “Roche – afferma l’amministratore delegato, Maurizio De Cicco – è da sempre impegnata nel garantire la sostenibilità re-immettendo risorse all’interno del Sistema salute italiano e a ricercare soluzioni che consentano di liberarne altre affinché vengano reinvestite a beneficio del paziente. Per questo motivo, con coraggio siamo stati pionieri nell’attivare con Aifa accordi negoziali per i farmaci innovativi, con l’obiettivo di coniugare un accesso appropriato alla sostenibilità del Paese”.

In particolare, la nota dell’azienda sottolinea l’esempio del farmaco Avastin, per il quale Roche e Aifa hanno negoziato un accordo “multi-indicazione” che lega il rimborso del farmaco al differente valore che il trattamento offre nelle diverse indicazioni. Dal 2007 al 2012, infatti, grazie agli accordi negoziali, Avastin ha restituito ben 47,5 milioni di euro (dati Osmed) e si stima che ne verserà altri 42 milioni al Ssn per il periodo 2012 – 2015. Alla base di tutti gli accordi – che per Avastin  riguardano le indicazioni per il carcinoma all’ovaio, al colon-retto, alla mammella, al polmone e al rene – sono i principi di “Payment by Results”, per cui Roche si impegna a rimborsare il 100% del costo del farmaco se il  trattamento deve essere interrotto  per progressione o tossicità; “Cost sharing”, per cui l’azienda sostiene una parte del costo della terapia per le prime settimane/mesi (differente per indicazione); e “Capping”, per cui Roche fornisce gratuitamente il farmaco al superamento di un quantitativo individuato insieme ad Aifa sulla base dell’epidemiologia. Dal 2007 ad oggi, sottolinea l’azienda, il solo Avastin è “protagonista” di un ritorno di risorse per circa 90 milioni di euro.

Gli accordi negoziali sono solo una parte del contributo delle aziende alla sostenibilità del sistema. Per quanto riguarda il payback ospedaliero, il meccanismo che impone dal 2013 alle aziende farmaceutiche impegnate in innovazione di farsi carico del 50% dello sfondamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, Roche contribuisce “al ripiano per circa il doppio della propria quota di mercato, risultando di gran lunga l’azienda che maggiormente contribuisce al ripiano con circa ulteriori 150 milioni di euro complessivi, di cui 85 milioni per la sola spesa 2014”, conclude l’azienda.