Farmaci on line: li acquista il 25% degli internauti. Campagna Aifa sui rischi per i consumatori

Il crimine farmaceutico organizzato cresce del 10% l'anno per un giro d'affari di centinaia di milioni di euro l'anno. Accanto alle categorie classiche - anabolizzanti, dimagranti e farmaci contro i disturbi sessuali - stanno spuntando anche antinfluenzali, oncologici, farmaci per l'epatite C: domanda e offerta sono illegali in oltre il 90% dei casi.

crimine farmaceutico

C’è Aimee Eloise Parry, una ragazza inglese di 21 anni, che ha ingoiato fiduciosa compresse a base di dinitrofenolo, una sostanza industriale, non destinata ad uso umano, pubblicizzata illegalmente come “brucia grassi. C’è Mike che sognava la forma fisica ideale e ha acquistato la propria morte sul web sotto form di anabolizzanti. E c’è il caso – terribile – di Teresa Sunna, la ventottenne che nel 2012, a Barletta, in uno studio medico  nel corso di un test ha assunto sorbitolo comprato sul web che invece si è rivelato essere nitrito di sodio. Fattor comune di queste storie il decesso che ha fatto seguito all’uso di sostante acquistate on line. Casi che  – come quello della Sunna – hanno fatto inizialmente grande scalpore ma sono presto caduti nel dimenticatoio. Tanto che oggi c’è un 25% di internauti che dichiara di acquistare (o aver consigliato ad altri di farlo) farmaci online senza alcuna garanzia.

Il dato emerge da una ricerca realizzata dall’Aifa e dall’Università la Sapienza di Roma i cui dati sono stati illustrati oggi dall’Agenzia italiana del farmaco – Aifa in occasione della presentazione   di una nuova campagna per sensibilizzare i cittadini sui rischi legati ad un fenomeno, che sembra essere in costante ascesa. On line ormai comincia a esserci un po’ di tutto: accanto alle categorie classiche – anabolizzanti, dimagranti e farmaci contro i disturbi sessuali – stanno spuntando categorie del tutto nuove come antinfluenzali, oncologici, farmaci per l’epatite C. E nella culla di internet, ovviamente, domanda e offerta sono illegali in oltre il 90% dei casi.

“Il crimine farmaceutico organizzato – ha spiegato il direttore dell’Agenzia, Luca Pani – cresce del 10% l’anno per un giro d’affari di centinaia di milioni di euro l’anno: basti pensare che un chilo di principio attivo di anticorpo monoclonale può costare dagli 8 ai 200 milioni di euro. Il problema vero è la totale assenza di percezione dei rischi legati all’acquisto online di medicinali da fonti non sicure come i siti internet non autorizzati”.

A complicare le cose c’è però anche la nuova regolamentazione della vendita online di medicinali senza obbligo di prescrizione: una novità alla quale bisogna ancora abituarsi e con la quale sarà necessario fare i conti. Non è un caso dunque se Aifa ha scelto di lanciare una nuova campagna di comunicazione e sensibilizzazione con l’obiettivo di raggiungere una platea il più possibile ampia di pubblico, attraverso la collaborazione di tutti i soggetti interessati: medici, farmacisti, associazioni di pazienti e di consumatori: “Malgrado le iniziative di contrasto portate avanti da autorità sanitarie e forze di polizia – ha sottolineato ancora Pani – è evidente l’impossibilità di un controllo totale di internet. E’ altrettanto evidente la necessità di intervenire in modo incisivo sul lato della domanda, utilizzando storie vere per sensibilizzare e informare i cittadini”.

Il video e la brochure de messaggi sono stati sviluppati partendo da casi reali, secondo un approccio “science based”, e sono confluiti in un video (https://youtu.be/I9IfVj6wAGg) che sarà diffuso attraverso il web e che potrà essere condiviso da chi vorrà sostenere la campagna realizzata nell’ambito di Fakeshare, un progetto europeo di cooperazione e intelligence per il contrasto alla vendita online di medicinali illegali o contraffatti attraverso farmacie web o rivenditori non autorizzati. Una guerra ai prodotti “miracolosi”  su cui Aifa ha espressamente sollecitato la collaborazione dei media e che ci si augura venga estesa anche alle scuole per prevenire e informare senza “spaventare” creando una consapevolezza ancora troppo assente nel nostro Paese.

L’urgenza dell’intervento emerge con chiarezza dai dati della survey condotta in Italia nel 2015 con cui si è cercato di indagare  le variabili psicologiche e socio-demografiche che inducono all’acquisto di farmaci online utilizzando un campione di 1000 internauti, i cui risultati sono stati illustrati dal direttore dell’Ufficio contraffazione dell’Aifa, Domenico Di Giorgio: “La percentuale di persone che si dichiarano favorevoli all’acquisto di farmaci attraverso canali Internet è elevata (40,74%)  ed è di un dato che fa riflettere, specie se consideriamo che solo lo 0,6% dell’offerta di farmaci sul web è legale – ha detto. –  Un’ampia maggioranza del campione (73,67%) afferma di essere consapevole della diffusa abitudine di acquistare farmaci online e di esserne venuto a conoscenza principalmente attraverso i canali web. Una percentuale significativa giudica positivamente l’acquisto di farmaci online (40,74%), anche se l’acquisto effettivo si rivela una pratica non abituale. Tra gli intervistati, infine, solo il 18% ricorda il caso della eclatante della donna morta a Barletta per aver assunto un farmaco acquistato sul web”. “Le categorie più gettonate – ha proseguito Di Giorgio – sono i farmaci per la perdita di peso (27,57%) e quelli per l’influenza (27,57%), mentre i farmaci per la disfunzione erettile rappresentano l’11,3%, un dato ragionevolmente sottostimato per via dell’imbarazzo sociale che spesso accompagna l’acquisto di questo genere di medicinali”.

Dati comunque da prendere con le pinze visto che quella percentuale del 25% di acquirenti on line di medicinali , corrispondente al 2-4% della popolazione generale è certamente sottostimata perché in molti casi i prodotti illegali o contraffatti acquistati sul web sono ridistribuiti ad un utilizzatore finale che – se tutto va bene  – resta all’oscuro dell’accaduto. La controprova nei dati annuali  Pangea di Interpol dove i sequestri di medicinali falsi continuano a crescere perché cresce la domanda e crescono i canali pronti a veicolarla, con i social spesso a farla da padroni.

FAKESHARE II – La Survey

FAKESHARE and FAKESHARE II – Il progetto

Brochure della campagna Aifa