Assofarm e Farmacie Unite alle Regioni, ecco come sfruttare le potenzialità del comparto

Durante l'incontro con gli assessori Garavaglia e Saitta, le Associazioni hanno sottolineato come per fare ciò si debba passare attraverso una nuova Convenzione tra Regioni e farmacie che definisca nuovi modelli di remunerazione

Volontà di sfruttare al meglio le potenzialità delle farmacie a vantaggio dell’intero Sistema sanitario nazionale. Presa di coscienza che questo debba passare attraverso una nuova Convenzione tra Regioni e farmacie che definisca nuovi modelli di remunerazione. Ma soprattutto vivo interesse per alcune proposte operative portate avanti dalle farmacie. È quanto emerso ieri da un incontro tra la delegazione congiunta di Assofarm e Farmacie Unite con l’assessore regionale Massimo Garavaglia, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità con delega alla stipula delle convenzioni con medici di medicina generale e farmacie, e con l’assessore regionale Antonio Saitta, presidente della Commissione Salute alla Conferenza Stato Regioni.

La comune visione strategica emersa durante l’incontro ha poggiato le proprie basi sui contenuti di due differenti documenti presentati concordemente dalle due Associazioni. Il primo, ‘Farmacie e Ssn: un nuovo rapporto’ è un’articolata riflessione su come la farmacia potrebbe sgravare il sistema ospedaliero di notevoli carichi di lavoro e voci di spesa. È necessario però un inquadramento legislativo e contrattuale solido, la fine cioè del regime di prorogatio che da ben 18 anni tiene nel limbo i rapporti tra sistemi sanitari regionali e farmacie. Per queste ultime è giunto il tempo di concretizzare i tanti confronti e studi prodotti in tema di nuova remunerazione. A questo proposito Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacie Unite sottolinea come “si debba rimodulare quanto riconosciuto alle farmacie per la distribuzione del farmaco, e si debba invece valorizzare la maggior competitività in termini di efficienza e di capillarità che può offrire nella fornitura di servizi correlati alla gestione delle patologie (specie quelle croniche) rispetto alle strutture pubbliche. Più in dettaglio, si potrebbe pensare a un processo che, una volta individuati i compiti attribuiti alla farmacia nelle varie aree in cui può essere coinvolta, riesca a individuare i ‘punti valore’ attribuibili a ciascun servizio in funzione dell’utilità, sia sanitaria in senso stretto che di economia sanitaria”.

Al fine di supportare la definizione di una convenzione massimamente tarata sulla componente dei servizi, Assofarm e Farmacie Unite si sono impegnate a fornire quanto prima una lista completa di tutti i servizi già oggi erogati dalle oltre duemila farmacie associate a entrambe le sigle.

Il secondo paper presentato dalle Farmacie agli assessori regionali riguarda invece la proposta di avviare una sperimentazione di pharmaceutical care ad ampio raggio. “Il progetto ha l’obiettivo di dimostrare – spiega il segretario generale di Assofarm, Francesco Schito – come l’attivazione in farmacia di alcuni servizi sanitari riguardanti la cura di determinate malattie croniche possa evitare l’ospedalizzazione dei pazienti e ridurre i costi conseguenti a carico delle regioni”. Entrambi i documenti hanno raccolto l’interesse dei rappresentanti delle Regioni.