Farmaci innovativi: consumatori Ue, tentare la strada delle negoziazioni comunitarie sui listini

In un Position paper le richieste che l'organizzazione europea dei consumatori indirizza al Consiglio europeo dei ministri della sanità in vista della riunione in programma nel Lussemburgo il 16 e 17 giugno: nel mirino prezzi degli innovativi, accesso ai generici, carenze di medicinali

Scommettere sulla terapia dell’Health Technology Assessment ad alto dosaggio –  invertendo la tendenza degli ultimi 10 anni, durante i quali “solo un numero molto limitato di farmaci approvati offerto un vero progresso in termini di innovazione”- e sfruttare tutte le sinergie a livello europeo per far sì che le decisioni su prezzi e di rimborso premino i prodotti che offrono valore terapeutico aggiunto rispetto alle alternative esistenti;  “esplorare la possibilità di trattative comuni  sui prezzi” e migliorare lo scambio di dati per realizzare le migliori scelte “informate” su prezzi e rimborsi.

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti che Beuc, l’organizzazione europea dei consumatori, indirizza al Consiglio europeo dei ministri della sanità in vista della riunione in programma nel Lussemburgo il 16 e 17 giugno, con l’obiettivo di condividere le proprie opinioni sui temi della sostenibilità dei sistemi sanitari e del diritto dei pazienti ad accedere a farmaci sicuri e innovativi. Il tutto – spiega Beuc in una nota – a partire dalla costatazione che  il prezzo dei  farmaci è in aumento di anno in anno e i vincoli di bilancio impongono stringenti dilemmi etici ed economici: “quali trattamenti devono essere finanziati?”; “quali altre voci della spesa sanitaria dovrebbero essere sacrificate”; “dovrebbe essere introdotto il co-payment?”.

Tra i diversi problemi analizzati in un position paper sull’accesso ai farmaci, in primo piano la necessità di promuovere una competizione sana nel settore farmaceutico: “i medicinali generici che hanno fatto il loro ingresso sul mercato nel 2014 hanno indotto i titolari del brevetto a ridurre del 61% i listini prima della scadenza brevettuale” – sottolineano i consumatori, che chiedono ai Governi di  scoraggiare con forza – anche con sanzioni dissuasive – condotte anticompetitive e cartelli, per facilitare al massimo  l’ingresso dei generici sul mercato, riconsiderando anche “certificati complementari di protezione, esclusività dei dati, esclusiva di mercato per evitare abusi e al fine di “evitare abusi ai danni della sostenibilità della spesa farmaceutica”.

Tra le richieste anche quella di una maggiore trasparenza sui  finanziamenti pubblici e privati per la ricerca “per evitare – scrive Beuc –  che i contribuenti paghino due volte per lo stesso prodotto: prima con gli incentivi poi coi listini”, dal momento che “nel modello attuale, le aziende farmaceutiche hanno più incentivi a investire su farmaci che garantiscono il massimo profitto possibile, piuttosto che su quelle che offrono vera innovazione”, mentre si sollecita particolare attenzione nel valutare gli sull’accesso e sui costi dei nuovi meccanismi  di finanziamento allo studio, come i managed entry agreement e risk sharing scheme.

Nel mirino anche la sicurezza dei pazienti in relazione alle procedure di Fast Track, di immissione condizionale in commercio e in commercio e al progetto pilota sull’adaptive pathways promosso dall’Ema: “debbono essere  utilizzati solo per una gamma molto limitata di farmaci e solo quando non c’è altra alternativa disponibile, motivando la scelta alla luce delle  necessità insoddisfatte”, scrive Beuc, sottolineando  anche la necessità che operatori sanitari e pazienti “ricevano informazioni adeguate sui maggiori rischi associati ai prodotti ad accesso precoce” e che venga garantita”una corretta sorveglianza post-marketing”, contrariamente a quanto – dicono – sta accadendo in Canada e negli Usa.

Ultima cruciale richiesta: affrontare collegialmente le carenze di farmaci a livello comunitario che stanno riguardando anche le terapie anticancro, gli antibiotici e i vaccini. “Una risposta globale – concludono i consumatoriu Ue – è indispensabile per evitare che gli Stati membri entrino in concorrenza tra loro per le forniture, mettendo a rischio la continuità delle cure dei pazienti”.

Il Position paper del Beuc sull’accesso ai medicinali