La Puglia si aggiudica il premio ‘Gerbera d’oro’ 2016

Il riconoscimento è attribuito ogni anno dalla Fondazione Ghirotti e dalla Conferenza delle Regioni a una struttura sanitaria che si è distinta nell’affrancamento dal dolore inutile. Menzioni speciali per Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto

Ad aggiudicarsi il premio ‘Gerbera d’oro’ 2016 è la Regione Puglia e in particolare alla Fondazione ‘Opera Santi medici Cosma e Damiano – Bitonto Onlus’, per il progetto ‘Verso una città del benessere solidale. La forza della marginalità: costruire, abitare, curare’.

Il riconoscimento è attribuito ogni anno dalla Fondazione Ghirotti e dalla Conferenza delle Regioni a una struttura sanitaria che si è distinta nell’affrancamento dal dolore inutile, nelle terapie più avanzate e nell’umanizzazione delle cure. Ebbene, quello pugliese – si legge nella motivazione – è un “progetto innovativo e di comunità che riesce a coniugare la pianificazione urbanistica territoriale con quella socio-sanitaria, assicurando la continuità assistenziale.

L’obiettivo è quello di abitare il territorio prendendo a cuore le marginalità e le contraddizioni del territorio stesso”. Il progetto, che coinvolge l’intera città di Bitonto, va infatti nella direzione di una ‘città del benessere solidale’, che possa adeguarsi ai bisogni del territorio, una ‘città vivibile’ grazie alla creazione di strutture socio-sanitarie-assistenziali quali hospice, case alloggio, case accoglienza e Centri diurni e infine una ‘città educativa che educa la comunità’, attraverso la collaborazione con l’università degli Studi di Padova che permette di sensibilizzare i giovani verso le problematiche legate alla morte. Il progetto rappresenta un modello innovativo per tutto il mezzogiorno, prefigurando la realizzazione di un nuovo modello di Welfare.

All’edizione 2016 del premio ‘Gerbera d’oro’ hanno partecipato 42 progetti provenienti da 14 regioni. Oltre al premio andato alla Puglia, la Commissione ha attribuito tre ‘menzioni speciali’: una alla Regione Emilia-Romagna per il progetto promosso dalla Rete delle cure palliative Ausl di Bologna. Si tratta di una visione innovativa che, integrando la Rete strutturata di Cure palliative dell’area metropolitana di Bologna, si occupa della presa in carico, della continuità con particolare riguardo delle cure palliative precoci. Un altro progetto menzionato arriva dalla Regione Lombardia e precisamente dalla direzione generale Ats di Bergamo e riguarda la figura del caregiver. L’obiettivo è dare il giusto riconoscimento e offrire un concreto sostegno a una figura diventata ormai fondamentale per l’assistenza anche sanitaria, la cura e il sostegno di una persona cara non autosufficiente, fornendo aiuto nelle difficoltà della vita quotidiana. Il progetto promuove un percorso di sostegno, anche mediante l’istituzione del Fondo a favore della famiglia e dei suoi componenti fragili. La terza ed ultima menzione riguarda la Regione Veneto, nello specifico l’Azienda Ulss3 di Bassano con il progetto ‘Donne per le Donne’, che si rivolge alle donne colpite dal tumore al seno.

Quest’anno, per la prima volta, la commissione propone anche un focus a progetti di minore dimensione, ma comunque fortemente significativi. Nella scheda ‘Piccoli, ma belli’.