Superbatteri, l’allarme dei neonatologi: “Resistenza ai farmaci pericolo serio soprattutto per i piccoli pazienti”

Da un convegno in corso a Pavia, la Società italiana di neonatologia chiede uno sforzo alle aziende farmaceutiche per lo sviluppo di nuove molecole e il rafforzamento della prevenzione, anche attraverso la regolamentazione dell'uso ospedaliero

La minaccia dei “superbatteri” resistenti agli antibiotici preoccupa i neonatologi: ogni anno nel mondo oltre un milione di neonati muoiono per gravi infezioni e la presenza sempre più diffusa di microrganismi multiresistenti rappresenta un “pericolo estremamente serio per i piccoli pazienti”.  Trovare soluzioni adeguate è “una delle sfide prioritarie del prossimo decennio. A sottolinearlo è la Società italiana di neonatologia (Sin), in occasione del VII Convegno internazionale sulle infezioni neonatali, in corso a Pavia. Per proteggere i neonati dai superbatteri, sostengono gli specialisti, occorre un’azione su due fronti: impegno delle case farmaceutiche e rafforzamento della prevenzione, anche attraverso la regolamentazione dell’uso ospedaliero.

“La storia della scoperta di nuove classi di antibiotici ci insegna che l’emergere di resistenze avviene naturalmente, non appena l’antibiotico viene utilizzato – afferma Mauro Stronati, presidente della Sin –  L’arsenale per combattere i microrganismi è sempre più povero di mezzi: da un lato lo scarso investimento delle industrie farmaceutiche nella scoperta di nuove molecole, dall’altra la circolazione su scala mondiale di batteri resistenti a pressoché tutti gli antibiotici già in commercio. E’ necessaria una presa di coscienza del fenomeno, ma soprattutto l’adozione di un protocollo rigoroso all’interno degli ospedali e nelle cure che prevedono l’impiego di antibiotici”.

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