Welfare, un indice per confrontare le soluzioni della sanità integrativa

Messo a punto da Rbm Assicurazione Salute, valuta il rapporto qualità/prezzo garantito da fondi e assicurazioni e la capacità di intermediare la spesa sanitaria privata pagata dai cittadini. Al primo posto le forme integrative aziendali

Un dato concreto e comprensibile per misurare la capacità della sanità integrativa di “risarcire” la spesa privata sostenuta dai cittadini e valutare il rapporto qualità/prezzo delle soluzioni offerte da fondi sanitari integrativi e assicurazioni. È l’obiettivo a cui punta “l’indice di effettività sanitaria” (IES) messo a punto da Rbm Assicurazione Salute e presentato in occasione dell’ultimo Welfare Day.

L’indice IES, come si calcola
“Per la determinazione dell’indice IES – spiega Marco Vecchietti, ad di Rbm – sono utilizzati una serie parametri statistici per ciascuna categoria di prestazioni (ospedaliere, lata diagnostica, specialistica, analisi di laboratorio ed accertamenti, farmaci ed odontoiatria) e per ogni tipologia di forma sanitaria integrativa: polizze salute individuali, fondi sanitari contrattuali, aziendali, territoriali, fondi degli previdenziali dei liberi professionisti e fondi delle pubbliche amministrazioni”.

Tanto più elevato è l’indice (su base 100) tanto maggiore è la qualità dell’assistenza sanitaria integrativa garantita al cittadino. Tra i principali parametri valutati, su un campione di oltre 90 forme sanitarie integrative, figurano l’ammissibilità a rimborso di una serie più o meno ampia di prestazioni; la frequenza di accadimento delle prestazioni assicurate (ovvero la probabilità più o meno elevata che l’evento risarcibile dia luogo effettivamente ad un rimborso), l’ammontare dei massimali di spesa, l’ammontare complessivo delle quote di compartecipazione alla spesa per gli assicurati (i cosiddetti “scoperti/franchigie”), l’ammontare del premio/contributo pro capite che l’assicurato deve versare per beneficiare delle prestazioni sanitarie e il totale del risarcito medio pro capite dalla forma sanitaria integrativa rispetto all’ammontare della spesa privata media pro capite in Italia.

La “top five” di Rbm
Secondo l’indice IES (dati 2015) a garantire la maggiore capacità intermediazione della spesa privata sono le soluzioni integrative aziendali (con un indice di 70,87), seguite da quelle delle pubbliche amministrazioni (59,52), territoriali (51,31, ma al momento disponibili solo in Veneto, Alto Adige, Lombardia e Liguria), della contrattazione collettiva nazionale (49,87) e, infine, dalle forme sanitarie integrative  istituite dagli enti previdenziali a favore dei liberi professionisti (46,96).

Per quanto riguarda invece le prestazioni erogate, l’indice IES segnala che una migliore copertura per prestazioni ospedaliere (ricoveri ed interventi chirurgici), alta diagnostica, visite specialistiche e farmaci è garantita dalle soluzioni aziendali, mentre per le prestazioni odontoiatriche prevalgono quelle previste dalle pubbliche amministrazioni.