Sicurezza alimentare, progetto Efsa recluta medici per mappare consumi e abitudini

L’iniziativa dell’Authority europea per la sicurezza alimentare punta, nei prossimi quattro anni, a creare una banca dati su per monitorare il rischio di esposizione a sostanze pericolose presenti nel cibo. In Italia aderisce la Fnomceo

Dall’arsenico alla diossina, fino al discusso olio di palma. Ma anche piombo, mercurio, micotossine ed elementi radioattivi. Sono tanti i contaminanti o gli elementi comunque pericolosi che mettono a rischio i cibi consumati quotidianamente. Per monitorarne presenza e rischi, l’Efsa (Authority europea per la sicurezza alimentare) promuove un progetto europeo, al quale hanno già aderito 23 paesi, dal titolo “EU-Menu”, che si propone di mappare i consumi e le abitudini in fatto di cibo sui diversi territori nazionali.

Per la raccolta dei dati, l’Efsa ritiene indispensabile coinvolgere personale altamente specializzato – personale medico in servizio presso strutture pubbliche e private, medici di Medicina Generale, pediatri, specialisti in scienza dell’alimentazione, biologi, nutrizionisti e dietisti -, da formare corsi Ecm ad hoc. Per l’Italia, la Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) ha assicurato la sua adesione e chiede una mano agli ordini provinciali per promuovere il progetto.

L’obiettivo, da perseguire nell’arco di quattro anni, sarà quello di creare una banca dati su scala europea sui consumi alimentari. Gli elementi raccolti saranno analizzati per identificare e monitorare il rischio di esposizione a sostanze pericolose presenti nel cibo, determinando sia i livelli presenti negli alimenti, sia il consumo di tali alimenti secondo le diverse abitudini. Ne uscirà una grande fotografia dei consumi alimentari in termini qualitativi e quantitativi, che potrà essere poi sfruttata anche per incidere, in maniera mirata, su politiche sanitarie volte al raggiungimento di stili di vita orientati alla prevenzione della patologie croniche.