Global Fund, dall’Italia 130 milioni per il triennio 2017-19

L'annuncio del Sottosegretario della Vedova durante il convegno all'Iss. Ricciardi: "Grazie anche ai programmi finanziati dal Global Fund, oggi oltre 15 milioni di persone sono in terapia antiretrovirale contro l'Hiv nei Paesi più poveri e il numero di morti causate dall’Aids è calato di oltre il 40%"

Aumenta l’impegno dell’Italia nella lotta contro le malattie della povertà. Il nostro Paese, infatti, ha deciso di aumentare del 30% il proprio contributo al Fondo Globale per il triennio 2017-19, che arriva così a 130 milioni di euro. L’annuncio ufficiale per voce del Sottosegretario agli Affari esteri, Benedetto della Vedova, è stato fatto oggi a Roma nel corso del convegno ‘The Contribution of the Global Fund to Global Health within the Framework of the Agenda 2030’, organizzato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Global Fund, dai Friends of the Global Fund e dall’Istituto superiore di sanità (Iss).

L’obiettivo del convegno è discutere le nuove strategie per contrastare le principali malattie della povertà e accelerare la fine delle epidemie di Aids, tubercolosi e malaria, in particolare nei Paesi economicamente svantaggiati, dove più alte sono l’incidenza e la mortalità di queste patologie.

“Grazie anche ai programmi finanziati dal Global Fund, oggi oltre 15 milioni di persone sono in terapia antiretrovirale contro l’Hiv nei Paesi più poveri, contro le 300 mila del 2002, e il numero di morti causate dall’Aids è calato di oltre il 40%; grazie al Global Fund sono state distribuite in tutto il mondo oltre 600 milioni di zanzariere trattate con insetticida e il numero di morti causate ogni anno dalla malaria a livello globale è sceso del 48% fra il 2000 e il 2014; grazie al Global Fund oltre 15 milioni di persone hanno ricevuto cure per la tubercolosi, e la mortalità causata dalla Tb è scesa del 41% dal 2000 al 2014. Siamo particolarmente onorati di riunire nel nostro Istituto i leader mondiali della salute per celebrare risultati così importanti e significativi – afferma Walter Ricciardi, presidente Iss – ma anche per ricordarci che c’è ancora molto da fare e che le tre pandemie continuano a imporre un tributo devastante in termini di vite umane ed economici. Tutelare la salute dei più svantaggiati, oltre ad essere un obbligo morale e un imperativo etico, è strategico da un punto di vista della salute pubblica. Un obiettivo talmente importante – conclude Ricciardi – che il nostro impegno in questa direzione si è tradotto nella costruzione di un centro sulla salute globale che nascerà a settembre”.

Ad aprire i lavori del convegno internazionale è stata il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha ribadito come sia “fondamentale il ruolo giocato dall’asset sanitario nell’affrontare le crisi geopolitiche di questi anni, perché dove arrivano medici, medicine e infrastrutture sanitarie, si dà speranza alle persone e si sostiene la pace”. L’Italia, assicura il ministro, “vuole continuare a partecipare al Fondo e siamo già nella top ten dei contributori: si tratta per noi di un investimento strategico e umanitario. Non siamo all’anno zero e molti risultati sono stati ottenuti, ma il lavoro più grande da fare sta oggi nella costruzione dei sistemi sanitari nei Paesi che ne hanno bisogno”.

“Il sistema sanitario italiano – evidenzia Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell’Iss e vicepresidente dell’associazione internazionale Friends of Global Fund – è uno dei pochi sistemi sanitari universalistici rimasti nel mondo. Basato sui principi costituzionali di equità ed uguaglianza, è un modello di salute globale da proteggere, che il nostro Paese può esportare nel mondo”.

“L’Italia è stato un partner fondamentale del Fondo Globale fin dagli inizi e siamo grati per la sua leadership e visione – dichiara Mark Dybul, direttore esecutivo del Fondo Globale – Porre fine alle epidemie che colpiscono la vita di milioni di persone nei paesi più poveri è uno degli investimenti più intelligenti che si possano fare per creare opportunità, promuovere la giustizia sociale e favorire la crescita e la sicurezza”.