Regioni in Piano di rientro, Bonaccini: “Governo riconosca gli sforzi e organizzi una exit strategy”

Dalle pagine di Monitor - il trimestrale di Agenas - il presidente della Conferenza della Regioni chiede di velocizzare l’iter per uscire dalle fasi di commissariamento

Molte Regioni in Piano di rientro hanno realizzato gli obiettivi che erano stati prefissati, altre sono vicine al traguardo. Ecco perché andrebbe “velocizzato l’iter per uscire dalle fasi di commissariamento”. A sostenerlo è il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, in un intervento sul nuovo numero di Monitor, il trimestrale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). “Faccio appello al Governo – spiega il governatore dell’Emilia-Romagna – perché riconosca pubblicamente gli sforzi fatti finora e organizzi la fase di crisis exit strategy. Dobbiamo insomma rendere agevole l’uscita dai Piani di rientro, considerandola non tanto il successo di una singola Regione, ma una nota positiva del sistema Italia”.

Secondo il presidente di Agenas, Giuseppe Zuccatelli, la via d’uscita dai Piani di rientro non può essere vincolata soltanto agli equilibri di bilancio: “La condizione per uscire dal commissariamento o dal Piano di rientro non può essere solo quella dell’equilibrio di bilancio, perché il risanamento economico deve essere accompagnato da una valutazione almeno sufficiente dei Lea. Il problema è, ora, rendere compatibile l’equilibrio equilibrio economico-finanziario e la qualità dell’assistenza”. Per verificare e descrivere i passi in avanti compiuti in questi anni dalle Regioni in disavanzo, Agenas ha raccolto anche i contributi dell’assessore alla sanità del Pieomente, Antonio Saitta, dell’assessore alla programmazione sanitaria dell’Abruzzo Silvio Paolucci e del Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro della Campania, Joseph Polimeni.

Su Monitor vengono affrontati anche i mutamenti normativi introdotti dall’ultima Legge di stabilità, che spostano l’attenzione da una dimensione regionale a quella aziendale: le Regioni dovranno individuare le aziende ospedaliere, quelle universitarie, gli Irccs e gli altri enti forniscono prestazioni di ricovero e cura (e dal 2017 tutte le Asl) che dovessero presentare uno scostamento superiore al 10% fra i costi e i ricavi o che, in termini assoluti superi i 10 milioni di euro, o che non rispettino i parametri relativi a volumi, qualità ed esiti delle cure. “A quel punto – spiega Bonaccini – quegli enti che risulteranno in disavanzo dovranno presentare un Piano di rientro per riportare il sistema in equilibrio. Uno percorso la cui adeguatezza sarà valutata dalla Regione. Non sfugge il rovesciamento di fronte che porta le Regioni a giocare un ruolo diverso: da soggetto controllato a soggetto controllore e per ciò stesso ancora più responsabili delle proprie scelte di programmazione”.

L’ultimo numero di Monitor sul sito di Agenas