Nuovi Lea, i dubbi di Assobiomedica: innovazione garantita a metà

“Bene la riorganizzazione di alcune prestazioni che, a parità di beneficio per il paziente, possono prevedere un minore consumo di risorse. Preoccupazione invece per protesi acustiche e presidi per diabetici”, commenta l’associazione delle aziende produttrici di medical device

L’innovazione tecncologica è presente nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma non abbastanza. La pensano così le aziende produttrici di medical device rappresentate da Assobiomedica. Con una nota, l’associazione commenta i nuovi Lea presentati oggi al ministero della Salute in attesa del via libera ufficiale del ministero dell’Economia e delle finanze: “Se da una parte sono stati ottenuti notevoli risparmi con l’aggiornamento dell’elenco dei Drg ad alto rischio di inappropriatezza e il passaggio di alcune prestazioni da regime di day surgery ad ambulatoriale, dall’altra dobbiamo purtroppo constatare che in alcuni casi viene limitato il ricambio tecnologico. Ai nomenclatori della specialistica ambulatoriale sono state infatti apportate modestissime variazioni, che non vanno sempre nella direzione di includere prestazioni tecnologicamente avanzate”. Secondo l’associazione, a testimoniare un ricambio tecnologico a tratti insufficiente è la categoria dei presidi per persone con diabete: “Sono stati mantenuti nell’elenco presidi obsoleti e, sebbene siano stati introdotti altri dispositivi innovativi, non vengono previste tutte le specifiche per il loro effettivo utilizzo”. In altri casi, invece, come in quello degli ausili monouso, le modifiche riportate “sembrano in linea con l’evoluzione tecnologica attualmente disponibile”.

Un’altra criticità riguarderebbe le “modalità di erogazione dei dispositivi inseriti nell’assistenza protesica”. In particolare le protesi acustiche: “Sembrerebbe previsto – sottolinea Assobiomedica – uno stravolgimento dell’attuale assetto di fornitura, che non garantirebbe la terapia adatta alle specifiche, uniche e personali, esigenze dell’assistito. Gli apparecchi acustici sono infatti dispositivi medici ad altissima personalizzazione destinati esclusivamente al paziente al quale sono prescritti, motivo per cui fino ad oggi le modalità di acquisizione garantivano l’appropriatezza terapeutica”.

Queste sono le prime impressioni. Altre considerazioni arriveranno dopo “un’analisi seria e approfondita di tutte le variazioni apportate sia ai nomenclatori, sia alle modalità di erogazione, sia a tutte le altre parti del Dpcm, nonché alla nota tecnica e a quella illustrativa”, conclude Assobiomedica.