Azienda biotech britannica compra “patrimonio genetico” dei sardi 

Tiziana Life Sciences ha comprato la biobanca sarda fondata nel 2000 da Renato Soru per 258 mila euro. Si tratta di una delle più grandi raccolte d’Europa, composta da circa 230.000 campioni biologici donati da quasi 13.000 abitanti dell’Ogliastra, zona ricca di centenari con un dna omogeneo – STORIFY

Appena quattro anni fa, quando la società sarda Shardna – fondata nel 2000 da renato Soru – fallì, venne messa in vendita insieme a quella che forse era la biobanca più grande d’Europa, per un valore stimato intorno ai 4 milioni di euro. Circa 230.000 campioni biologici donati da quasi 13.000 abitanti di dieci paesi sardi: Baunei, Escalaplano, Loceri, Perdasdefogu, Seui, Seulo, Ussassai, Urzulei, Talana e Triei. Una collezione genetica che avrebbe fatto gola a qualunque società farmaceutica per le sue potenzialità nello studio di nuovi farmaci e applicazioni diagnostiche sulla longevità. L’Ogliastra infatti, zona a sud ovest della Sardegna, è famosa per l’alta percentuale di centenari – quasi 50 volte maggiore a quella degli Stati Uniti o nel Regno Unito – e i suoi abitanti sono secondi, quanto a longevità, solo a quelli di Okinawa, in Giappone. Trattandosi di paesi rimasti a lungo isolati, il loro patrimonio genetico è rimasto quasi incontaminato nel tempo creando così una comunità geneticamente omogenea con una genealogia certificata in grado di risalire indietro nel tempo a oltre 400 anni, integrata con i dati di genotipizzazione e lo stato clinico dei soggetti.

A seguito della liquidazione della società con sede a Cagliari, emersero diverse polemiche su che cosa fare dei campioni biologici donati dai cittadini sardi per la ricerca scientifica, diventati poi oggetto del desiderio di diverse aziende farmaceutiche. Un fine ben diverso da quello che era stato prospettato ai volontari coinvolti nel progetto. Oggi – o per meglio dire ieri quando è stata resa nota la notizia –Tiziana Life Sciences, una società biotech con sede nel quartiere di Mayfair a Londra, focalizzata sulla ricerca di farmaci mirati in oncologia e immunologia, ha annunciato l’acquisizione di asset strategici da Shardna Spa, per un valore complessivo di 258.000 euro. La società britannica ha anche annunciato di aver istituito una filiale italiana proprio in Sardegna, LonGevia Genomics Srl, “per sviluppare attività mirate a identificare nuovi bersagli farmacologici e applicazioni diagnostiche, attraverso l’integrazione con la propria rete globale di ricerca”.

“L’acquisizione di Shardna rappresenta l’opportunità di studiare una collezione unica di campioni di Dna da una popolazione omogenea e ben caratterizzata” ha commentato Napoleone Ferrara, componente del Comitato scientifico di Tiziana Life Sciences. “Questo potrebbe far avanzare la nostra comprensione dell’invecchiamento e di altri processi fisiopatologici chiave, e potenzialmente portare a progressi diagnostici e terapeutici in questo campo”.

“La Sardegna è nota come una delle uniche tre regioni del mondo con una percentuale eccezionalmente alta di centenari”, ha commentato il presidente e fondatore di Tiziana Life Sciences, Gabriele Cerrone. “Questa operazione fornisce l’accesso a una biobanca unica che ora possiamo sfruttare, combinando la potenza e il basso costo del Next generation gene sequencing con le tecnologie “omiche”. Il tutto per generare preziose informazioni sulle reti di regolazione genica, il legame genotipo-fenotipo e le interazioni gene-ambiente, che andranno ad alimentare e i nostri programmi mirati alla scoperta di nuovi farmaci e dispositivi diagnostici. Crediamo che il nostro team, che ha lavorato alla scoperta e sviluppo di farmaci di successo come Avastin e di strumenti diagnostici ampiamente adottati, come il test della Psa per il tumore della prostata abbia la capacità, la competenza e la specializzazione per scoprire nuovi farmaci e strumenti diagnostici per affrontare importanti bisogni di salute insoddisfatti utilizzando proprio questa biobanca”.