Corruzione, al via campagna #vocidigiustizia per tutelare chi denuncia malaffare nei luoghi di lavoro

Online una petizione per chiedere al Senato di calendarizzare al più presto il disegno di legge sulla protezione dei whistleblower approvato dalla Camera a gennaio. Un’iniziativa di Riparte il futuro e Transparency International Italia

Tutelare chi denuncia corruzione e legalità sul posto di lavoro, ovvero i cosiddetti whistleblower. È il tema della campagna #vocidigiustizia lanciata oggi da Riparte il futuro e Transparency International Italia per chiedere – con una petizione su Change.org – alla Commissione Affari Costituzionali del Senato di calendarizzare al più presto il disegno di legge sulla protezione dei whistleblower  approvato dalla Camera lo scorso gennaio.

“Nel 2015 – ricordano i promotori in un comunicato – l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha ricevuto 200 segnalazioni da persone che hanno avuto il coraggio di segnalare illeciti di cui sono state testimone sul posto di lavoro (whistleblower). Attualmente quei cittadini che si espongono in prima persona non godono di alcuna protezione adeguata oltre che di nessun riconoscimento di merito”.

Secondo i promotori, una legge adeguata dovrebbe prevedere anche questi elementi: Canali ben definiti di segnalazione (chi è testimone di un illecito deve sapere con estrema chiarezza a chi rivolgersi); garanzie di riservatezza per chi ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto; un fondo per la tutela dei segnalanti che sostenga chi ha subito ritorsioni o deve affrontare ingenti spese legali; sanzioni verso i soggetti che attuano discriminazioni e ritorsioni, compresi i datori di lavoro sia pubblici che privati; utilizzo della normativa sia per il settore pubblico sia privato; la dimostrazione da parte del datore di lavoro che i provvedimenti disciplinari, il demansionamento o ogni altro provvedimento peggiorativo della posizione del segnalante sono stati attuati per ragioni diverse dalla denuncia di corruzione o ruberia.

La petizione