Super antibiotico prodotto da un batterio nasale

Pubblicato sui "Nature" uno studio dell'Università di Tubinga: dallo Staphylococcus lugdunensis si potrebbe arrivare ad una nuova terapia contro i microbi più resistenti

Dalla Germania arriva una possibile arma in più nella lotta contro i batteri antibiotico-resistenti. Si chiama Lugdunin ed è un antibiotico prodotto da un batterio delle vie nasali, lo Staphylococcus lugdunensis. A rivelarlo è uno studio pubblicato su “Nature” dall’equipe di Andreas Peschel dell’Università di Tubinga. A questa scoperta si è arrivati per un’intuizione. Fino ad ora la maggior parte degli antibiotici veniva isolata da batteri del suolo, ma con il passare del tempo l’individuazione di nuove sostanze prodotte da questi microrganismi si è fatta sempre più difficile. Si è tentata anche la via del mare, ma le potenzialità del corpo umano e in particolare del naso erano state poco o nulla indagate.
Lo studio mostra che il Lugdunin può essere usato per trattare nei topi le infezioni della pelle da Staphylococcus aureus. In particolare gli scienziati dichiarano che il Lugdunin ha una potente attività antimicrobica contro un’ampia gamma di batteri Gram-positivi, compresi gli Mrsa, e soprattutto non è incline a indurre resistenza nello S. aureus.
La lotta ai super batteri sta impegnando i governi e le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo. Ogni anno si registrano in Europa 4 milioni di infezioni riconducibili ad antibiotico-resistenza. 37 mila le morti stimate. In Italia il problema riguarda soprattutto le infezioni ospedaliere che colpiscono circa 284 mila pazienti causando dai 4.500 ai 7 mila decessi. I più colpiti sono i neonati.
I ricercatori tedeschi hanno esaminato tamponi nasali di 187 pazienti ricoverati in ospedale, scoprendo che la colonizzazione da Staphylococcus aureus era del 5,9% nei soggetti portatori di S. lugdunensis contro il 34,7% di quelli che ne erano privi.